3 MARZO 1995… VENT’ANNI DOPO

Erano giorni di una straordinaria intensità quelli del mese di gennaio 1995.
Straordinaria intensità perché Gianfranco Fini, nel Congresso che si stava celebrando a Fiuggi, decretava la fine del MSI e la trasformazione di esso, almeno di parte di esso, in Alleanza Nazionale.
Ricordiamo ancora, e come potremmo dimenticare, le palpitazioni con le quali ascoltavamo le notizie dei Tg, che stranamente erano prodighe d’informazioni su quanto avveniva a Fiuggi.
E non poteva essere altrimenti, non potevamo che essere ansiosi e frastornati per quanto stava accadendo.
Vedevamo dissolversi un mondo ideale, un Progetto politico, una Comunità umana nei quali ci eravamo sempre riconosciuti che erano stati a fondamento della nostra crescita culturale e politica. Per questi ideali avevamo combattuto la più dura delle battaglie, una battaglia durata tutta la vita, avevamo combattuto contro i più feroci nemici e contro i più subdoli avversari, c’eravamo esposti nelle scuole, nei posti di lavoro, tra amici e conoscenti.
Non avevamo mai indietreggiato e, anzi, più difficile era la lotta maggiore era stato il nostro impegno. E avevamo sempre vinto.
Perché in ogni battaglia l’esito finale era, comunque, una condivisione e un cameratismo sempre maggiore e questo era il nostro premio, la nostra medaglia.
Eravamo forgiati da anni di lotte, con Capi che meritavano la nostra stima e il nostro rispetto, persone per le quali molti di noi erano caduti, trucidati da un Sistema che non riconoscevamo e che volevamo abbattere ad ogni costo; anche a quello della vita, appunto.
Nessuno avrebbe potuto sconfiggerci. Ci provavano da cinquanta anni e non l’avevano spuntata.
Il nemico era ben definito, visibile, lo affrontavamo con coraggio e, forse, anche con incoscienza, e vincevamo. Sempre!
Poi però accadde l’inimmaginabile. Un veleno letale, inodore e insapore, s’insinuò tra di noi.
Il nostro Capo, Fini, si lasciò circuire dalle sirene del potere, immaginò un riposizionamento del Partito entro l’alveo della Destra conservatrice, e conseguentemente, con le dovute alleanze, un ruolo di primo piano nella politica nazionale e internazionale per se stesso.
Per ottenere questo, era ovvio, bisognava sacrificare il MSI.
Senza pensarci troppo, seguendo i consigli di Pinuccio Tatarella, volle un Congresso di trasformazione che seppellisse il MSI e desse vita ad AN.
Tutto avvenne come in un clima kafkiano, indefinito, incomprensibile. Ma avvenne!
E quando tutto sembrava perso ecco il ruggito del Leone, la voce di Pino Rauti, sempre in grado di far tremare i polsi a quanti non aspettavano che un segno.
Quindi la riunione dell’Ergife e la conseguente decisione di non cedere, ma di rilanciare con la fondazione del Movimento Sociale Fiamma Tricolore. Cosa che avvenne il 3 marzo 1995.
La bandiera di tante battaglie non doveva conoscere l’onta dell’abiura. Un’intera comunità politica andava preservata e condotta verso altre decisive battaglie. Pino era il Capo, il MSFT lo strumento. Si ripartiva come altre volte avevamo fatto e come tante altre volte avremmo rifatto.
La prima riunione nella provincia di Catania, una delle primissime in tutta Italia, la organizzammo a Piedimonte Etneo.
Non avevamo la Sezione e ci facemmo ospitare presso una sede di Patronato gestito da un caro amico oggi scomparso, Giovanni Romeo. Non era dei nostri ma mi stimava, ed io lo stimavo. Ci diede ospitalità.
Alla riunione partecipò Mimmo Trimarchi, rautiano da sempre, e c’era anche Antonio Lanzafame, e Nello Vecchio, compianto Camerata di Acireale e tanti altri dei paesi limitrofi.
Volevamo sentire da Mimmo parole rassicuranti e lui, da quel grande maestro della parola che è, seppe infondere in tutti noi la speranza che nulla era finito, che avremmo ripreso, che il Leone ruggiva ancora, indomito.
Poi fu il tempo della riorganizzazione, della Federazione catanese in via Sabotino; delle manifestazioni in provincia ed in tutta l’isola; delle feste della Fiamma.
Tutto vissuto con grande partecipazione, senza mai demordere, nemmeno per un attimo.
E sono passati 20 anni; una vita.
Oggi il MSFT, dopo la Segreteria di Luca Romagnoli, sta tornando a nuova vita e con la guida di Attilio Carelli sta riprendendosi lo spazio che gli spetta nello scenario politico nazionale.
Oggi siamo più forti e più determinati di ieri nel portare avanti il Progetto di un Fascismo al passo con i tempi, attualizzato e modernizzato stante le mutate esigenze della società contemporanea.
Oggi il MSFT è un’organizzazione politica dinamica, snella nell’organigramma, capace di produrre politica e di interpretare a pieno le esigenze degli italiani.
Se è vero che sono passati venti anni dal quel 3 marzo 1995, è anche vero che sono servite alla nostra Comunità per crescere, migliorarsi, acquisire la capacità di essere punto di riferimento per una Nazione che non può prescindere dalla presenza della Fiamma nella tutela dei diritti che un Sistema venduto ad interessi transnazionali calpesta ogni giorno di più.
Non sappiamo se ci saremo tra altri vent’anni, ma vorremmo esserci, per scrivere un’altra storia. Scriveremmo di un’Italia tornata Nazione tra le Nazioni e di un MSFT artefice primo di questo ritorno.

Mario Settineri
Segretario Regionale
Membro CC MSFT