“A proposito dei fucilieri di marina

Si sono sprecate in questi giorni parole, filippiche, giaculatorie e chi più ne ha più ne metta, per quanto riguarda la triste vicenda dei due marò imprigionati indegnamente in India.

Non me la sento di fare ironia sui nostri diplomatici e governanti, mi sembrerebbe di sparare sulla Croce Rossa, e, sopratutto, per rispetto ai nostri due ragazzi tenuti lontani dai loro affetti e dalla loro Patria, solo per avere compiuto il loro dovere.
Secondo voi che cosa devono fare dei fucilieri di marina a difesa di trasporti internazionali se non sparare per difendere le navi che trasportano le merci in oggetto?
Loro hanno compiuto il loro dovere. Il capitano della nave, che li ha consegnati portandoli in acque territoriali indiane, novello Schettino, non ha compiuto il suo dovere; la Farnesina che si è attorcigliata su se stessa non ha fatto il suo dovere; il ministro degli esteri che si è dimesso con un anno di ritardo, non ha compiuto il suo dovere; quel presidente del consiglio, professorino universitario con una …………. e tanta supponenza da fare invidia a Grillo, non ha svolto il suo compito e dovere; il presidente della Repubblica, invocato da tutti come novello salvatore della patria, ma ricordatevi sempre vetero-comunista, ha fallito miseramente il suo compito; tutti noi che a livello di opinione pubblica non abbiamo fatto abbastanza se non esporre qualche retorico striscione non abbiamo fatto abbastanza!
Ora io non affermo che si sarebbe potuto sbattere fuori dall’Italia tutti gli indiani, residenti e non, sequestrando temporaneamente i loro beni, chiudere la loro ambasciata, interrompere i rapporti commerciali e diplomatici con l’India, e rivalersi a livello internazionale.No non lo affermo, ma qualcosa di più incisivo andava fatto!
La buffonata è poi continuata con i permessi natalizi ed elettorali, come se non esistesse l’organizzazione del voto per gli italiani all’estero, ancor più se ospiti di nostre ambasciate! E se ciò non bastasse ecco il tiramolla del ritorno, non ritorno, ri-ritorno dei nostri due soldati. Ma che, siamo diventati proprio un paese da operetta? E’ mai possibile inanellare figure di questo genere a livello internazionale?
Lancio una provocazione ed iniziativa: perchè invece di masturbarci mentalmente con progetti teorici ed utopistici, solo per la nostra incoerenza, su fantomatiche o reali costituenti “nere” d’area e cosi via, non organizziamo una manifestazione realmente unitaria d’area senza simboli di partito, ma dove ogni partecipante, spero migliaia, visto che si spostano per le questioni personali di Berlusconi, faccia garrire al vento un tricolore! Forse da un’ iniziativa unitaria del genere, basata sul pragmatismo e non sulla teoria, praticità finalmente, può realmente partire un fenomeno unitario, aggregativo e identitario che lasci da parte individualismi, rancori e guerre fratricide.Gianluca Bonazzi di Sannicandro bonazzidisannicandro@alice.it
p.s. sono a disposizione per partecipare alla costituzione di un comitato “ad hoc” che si attivi individuando modi e tempi (abbastanza solleciti) per la bisogna.
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Gianluca Bonazzi ha scritto qualcosa, che noi condividiamo in pieno, in merito alla vergognosa situazione dei due marò sballottati in un viavai India-Italia senza fine.

Questa Italia non ci rappresenta e riteniamo che ci si debba muovere e fare qualcosa, considerato che nessuno lo fa.
L’opinione pubblica è sensibile a questo argomento e sarebbe opportuno se non doveroso  dar voce e forma a questa indignazione generale, anzichè perdersi come tutti nelle sole questioni economiche.
Riporto di seguito, se già non l’avete visto, lo scritto di Gianluca, che invito a cogliere in ogni sua parte aderendo alla sua proposta.
Noi siamo tutti a disposizione – Caterina Sartorelli – Salò
(immagine dello striscione e i due Marò tratte da internet)