ALFONSINE (RA) – Crisi “Romagnola” o crisi di sistema?

E così la nuova gestione della “Romagnola S.p.A.” è durata appena due anni e mezzo. Il 31 marzo scorso si sono chiusi i cancelli lasciando sgomenti in mezzo alla strada una settantina di dipendenti.
Nonostante quello agro-alimentare risulti essere uno dei pochissimi settori in grado di resistere alla recessione planetaria, ad Alfonsine vive un periodo non felicissimo. Anche l’Azienda Contarini, infatti, sembra attraversare un momento di grande difficoltà (forse legato alle disavventure della stessa “Romagnola”?). Credo siano comunque opportune alcune considerazioni di natura politica, soprattutto alla luce del Consiglio Comunale tenutosi il 1 aprile scorso, in cui si è discusso della “crisi economica” alla presenza anche dei massimi esponenti della CGIL ravennate (in primis il suo Segretario Generale Luigi Folegatti).
Ora tutti gli amministratori di centro-sinistra “piangono” per i posti di lavoro persi, per le difficoltà che dovranno affrontare le famiglie con nuovi disoccupati a carico, ma nessuno ricorda come nel settembre 2006 l’ex-avvocato Ferruccio Mengaroni si presentò alla comunità alfonsinese in grande stile (con tanto di sontuoso buffet nello stabilimento di Via Reale): all’inaugurazione della “nuova fase” presenziarono anche il Sindaco Antonellini, il Presidente della Provincia Giangrandi ed i maggiori rappresentanti sindacali (dallo stesso Folegatti della CGIL a Modanesi della UIL). Immagini e rassegna-stampa sono ancor oggi consultabili sul sito internet dell’azienda).
Ecco, in Consiglio Comunale mi sono permesso di chiedere a sindacati e Sindaco su che basi poggiava quella “benedizione” (non ho avuto risposta) e criticare aspramente la situazione che la loro ideologia politica ed il loro devastante progetto di globalizzazione forzata ha creato sul nostro territorio.
Eh sì, perchè vent’anni di flussi immigratori incontrollati stanno innescando una vera e propria guerra tra poveri. Persone lasciate a casa dalla “Romagnola” lamentano il fatto che, se vogliono lavorare, sono costrette ad accettare salari da fame (4-5 euro l’ora) perché devono fare i conti con la concorrenza sleale degl’extra-comunitari! Si chiedono se questi “contratti della miseria” sono legittimi! Io, che ho sempre denunciato tale degrado e, nel mio piccolo, ho sempre cercato di informare gli alfonsinesi sulla pericolosità sociale di tutte le legislazioni nazionali ed europee in materia di immigrazione (tutte impostate sullo scellerato principio dell’abbattimento di ogni frontiera), in Consiglio Comunale ho attaccato duramente la CGIL! Invece di promuovere manifestazioni a sostegno del diritto degli italiani a non entrare nel vortice della manodopera sottopagata causa l’inondante presenza di extra-europei, la Triplice sindacale è solo capace di organizzare folkloristici pic-nic al Circo Massimo… Ma aggiungo anche: cosa sta facendo il Governo Berlusconi? E i “duri e puri” della Lega Nord che vantano addirittura il Ministro dell’Interno, dopo aver illuso per anni il loro elettorato, perché non intervengono rigidamente di fronte a questo scenario a tinte sempre più nitide di “balcanizzazione” sociale? Non si può scaricare di continuo la colpa sugl’ex-democristiani…
Spero davvero che la gente apra gli occhi e riesca quantomeno a separare concretezza e coerenza da inerzia, lassismo e propaganda… Un’ultima annotazione. Il Sindaco Antonellini ha più volte invitato (anche attraverso la stampa locale) tutti coloro rimasti disoccupati o in cassa-integrazione con figli che usufruiscono di servizi pubblici (trasporto scolastico, mensa, asilo,…), ad autocertificare la loro nuova condizione così da modificare il parametro ISEE per il calcolo delle rette. Le intenzioni saranno anche buone, però mi chiedo: com’è possibile tecnicamente rimodulare le rette, quando quelle pagate oggi sono state fissate sulla base dei redditi del 2007 o al massimo del 2008?
Magari tale autocertificazione servirà per il prossimo anno, ma non potrà avere sicuramente effetti immediati… Non capisco… Sollecitati dal sottoscritto, anche altri esprimono riserve sulla validità di questo metodo. Non era più semplice (e forse più serio) costituire un fondo provvisorio in grado di assegnare contributi diretti e studiare soluzioni strutturali? Mah…

(Federico Pattuelli – Cell. 339/4599717)