ANCONA – Si al rigassificatore di Falconara

De Amicis e Caprani: si al rigassificatore di Falconara I consiglieri regionali del PD insieme a tutti gli altri sindaci locali nella riunione tenuta martedì scorso a Falconara hanno confermato il NO alla costruzione dell’impianto di rigassificazione. Invece il Movimento Sociale Fiamma Tricolore ascoltate le varie argomentazioni ribadisce un SI CONVINTO all’impianto essenzialmente per due motivi:

1.In decenni di globalizzazione, comprando all’estero materie prime, ENERGIA, prodotti alimentari, computer e quasi tutto il resto anziché fabbricarcelo in casa perché «costano meno», non abbiamo solo trasferito in Cina e India posti di lavoro. Abbiamo perso qualcosa di più prezioso: LE COMPETENZE, le conoscenze tecniche e professionali plurime e varie per fabbricare e produrre quei beni. In questo modo, è la QUALITA’ UMANA dell’intera società che s’impoverisce. È il TESSUTO CIVILE e SOCIALE che si sfilaccia. La società si «semplifica» allo stesso modo in cui un frutteto fertile «si semplifica» diventando DESERTO. La riconversione degli occupati all’API di Falconara produrrebbe proprio questo, il DESERTO SOCIALE.

2.Il presidente di Legambiente Marche parla di fotovoltaico, energia dal vento, pannelli solari. Ma Luigino Quarchioni ha una minima idea dell’enorme quantità di energia che esige e consuma la nostra società moderna di massa? E di quanta ne dà il fotovoltaico o il solare? Come alimentiamo le auto? Come riscaldiamo le abitazioni? Tra l’altro senza un minimo di autosufficienza si dipende dalle problematiche internazionali che infatti stanno influenzando non poco il prezzo dei carburanti. Perché allora non utilizzare l’investimento di 1 miliardo di euro non come una merce fra le altre, bensì come una leva strategica per il rilancio occupazionale? Allo stesso tempo con l’impianto di rigassificazione e successivo stoccaggio di gas naturale si creerebbe quell’indotto, cioè tutta una serie di piccole aziende, di nuovi posti di lavoro che si adopererebbero per l’acquisto e la vendita dei carburanti ad un prezzo più competitivo, sviluppo, gestione e manutenzione dell’impianto. In conclusione, da qui a qualche anno, sarà vincente di nuovo chi ha conservato competenze diverse (oggi «non competitive» per la miopia di un affarismo ossessionato dalla finanza e da un ecologismo di neanderthal), società articolate e complesse e non già semplificate-desertificate. Perdente sarà chi avrà società semplici e riconvertite.

Da Riccardo De Amicis

Segretario Provinciale Movimento Sociale Fiamma Tricolore