Arrivederci….

Cari Colleghi, cari Assistenti, cari Italiani, ho finito ora di chiudere gli scatoloni con le carte, le testimonianze e purtroppo solo parte del tanto materiale informativo e di lavoro prodotto e scambiato con colleghi, istituzioni, cittadini, lobbies etc in questi cinque anni. Questa interessantissima esperienza (e, per me, questo servizio alla nostra Italia) si conclude. Ringrazio per collaborazione e la stima, e in molti casi l’amicizia, dimostratami nel corso di questa legislatura che ho avuto l’onore di completare. Auspico che il nuovo Parlamento Europeo possa rappresentare ancor più e ancor meglio tutte le culture e le idee che fervono nelle Nazioni della nostra meravigliosa Europa e riesca, almeno, a proteggere meglio i suoi cittadini dall’arroganza delle burocrazie e dalle distorsioni e forzature della democrazia, quali quelle che attreverso la legislazione nazionale producono l’inutile (e tutto sommato poco conforme all’aquis comunitario e ai principi ispiratori) riduzione della rappresentatività dei diversi sentimenti e delle diverse idee che ispirano l’agire politico. Auspico una legislatura con meno enunciazioni di principio e più vigilanza sui principi. Auspico una delegazione italiana che più si impegni e più produca benefici all’Italia e all’Unione di quanto ha fatto l’uscente, certamente che registri un minore, francamente disdicevole, turn-over. Auspico che il PE contribuisca a costruire un’Europa libera dalle servitù finanziarie e da quelle politiche, interne ed extraeuropee, alle quali troppo spesso soggiace. Continuerò ovviamente ad impegnarmi in politica e per il rispetto di quei principi e di quelle proposte che hanno sempre animato la mia attività, pur restituendo, in termini temporali, alla mia meravigliosa moglie e a mio figlio un po’ di quanto sottratto in questi anni. Ringrazio tutti i funzionari e gli assistenti per la pazienza e l’impegno che mettono in questo complesso quanto coinvolgente lavoro e ringrazio, con maggiore energia, quelli che non hanno ricevuto in ragione di quanto si sono spesi, augurandogli le migliori soddisfazioni e fortune per un radioso futuro. Una parola di commiato la merita anche una storia politica, una proposta che si chiude con il consumarsi di questa legislatura: non ci saranno più Italiani che, senza infingimenti formali e/o sostanziali, rappresenteranno in questa Istituzione il progetto politico del Movimento Sociale Italiano (e di questa storia, iniziata nel 1979, mi ripropongo di scrivere): spero, dal canto mio, di esserne stato il dignitoso, seppur solo, oltre che purtroppo, ultimo epigono. Per i saluti e lo scambio dei recapiti c’é ancora lunedì e martedì a Strasburgo, ma intanto gradite il mio arrivederci.

Luca Romagnoli