ATENE – GRECIA VICINO AL COLLASSO PER CRISI: INTERVIENE, FINALMENTE, L’UE?

ATENE – Grecia vicino al collasso per crisi: interviene, finalmente, l’UE? Dopo l’ennesima giornata nera per le borse europee, in cui il Governo di Atene non è riuscito a collocare quote del suo enorme debito a banche e istituti di credito intimoriti dal possibile “crac” finanziario del paese ellenico, nonostante il Presidente della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, abbia escluso fermamente tale collasso, le istituzioni di Bruxelles hanno deciso di tenere, entro il 10 maggio prossimo, un vertice straordinario dell’Eurogruppo per dare, forse, il via libera agli aiuti alla Grecia. Già, ma perché solo adesso che anche il Direttore Generale del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss Kahn, ha affermato che «Senza aiuti la situazione è insostenibile» e che l’agenzia internazionale Standard and Poor’s ha annunciato il declassamento del “rating” della Grecia a livello “junk”, considerando cioè i titoli dello stato ellenico come spazzatura? La UE non sarebbe potuta intervenire per tempo a comperare tali titoli, abbassandone i tassi di interesse prima di tale irreversibile dequalificazione? Viene da pensare che, come precedentemente accaduto per le obbligazioni Parmalat, i bond argentini e i “subprime” americani, anche in questo caso i grandi burattinai della speculazione finanziaria internazionale abbiano mosso sapientemente i fili di una ragnatela in cui rimane impigliato sempre più chi è già fortemente indebitato, perché il debito non assolto o l’abbassamento del giudizio sul debitore comportano tassi di interesse sempre più alti, per convincere gli investitori a sottoscriverne i titoli, e quindi una crescita esponenziale del debito stesso: infatti il rendimento dei titoli di stato greci a due anni sfiora ormai il 20%. Intanto, nella sola giornata del 27 aprile, i mercati finanziari della UE hanno bruciato oltre 150 miliardi di euro di capitalizzazione, con un ribasso dei principali indici che si è accentuato dopo la notizia dell’abbattimento del “rating” di cui sopra (la piazza finanziaria di Atene ha lasciato sul campo oltre il 6% del suo valore), ma della regressione di tale valutazione finanziaria relativa al Portogallo e alla Spagna. L’Italia per ora sembra non correre rischi, nonostante l’enorme debito pubblico, ma Tremonti è avvisato… In sostanza, secondo il piano congiunto di Eurogruppo, BCE, Fmi e Governo greco, gli “aiuti” al paese ellenico sotto forma di prestiti da parte dell’Europa e del FMI ammonterebbero alla somma astronomica di 45 miliardi di euro (e altre stima parlano di cifre oltre i 100 miliardi), di cui 10 miliardi di euro supplementari da parte del FMI sarebbero accordati sotto forma di un prestito su tre anni. Ma il tempo è tiranno e il 5 maggio è previsto un nuovo sciopero generale ad Atene. L’Italia è pronta a stanziare 5,5 miliardi con un decreto, e la Germania, maggiore contribuente dei fondi UE, dovrà fare la sua prioritaria parte in tale piano, mentre la perfida Albione, fuori dall’euro, rimarrà (ufficialmente) a guardare. Tali misure potrebbero anche non essere sufficienti e c’è il rischio concreto di un “effetto domino” nei paesi del resto d’Europa. Sicuramente però va preso atto che uno dei principali fattori responsabili della crescita del debito pubblico dei vari stati, oltre alla mancanza di competitività della propria economia nell’esasperazione del libero mercato globale, è il diritto di signoraggio incassato all’emissione delle banconote in euro dagli attori privati, padroni assoluti delle banche centrali. E quest’ultimo, ovvero quello delle banche controllate che controllano se stesse, non è un problema di ieri ma persiste da oltre un decennio: occorre quindi, al di là delle tante lodevoli dichiarazioni d’intento, passare il più presto possibile dalle parole ai fatti con la scelta, certamente difficile, complessa e coraggiosa per qualsiasi governo, ma a questo punto necessaria, di riportare la Banca d’Italia (come le altre centrali dell’area euro) sotto il controllo dello Stato.

29 aprile 2010

www.robertobevilacqua.it