AVE RENZI, UOMO DELLA PRESIDENZA, “SALVATORE DELLA PATRIA”(?)

L’Italia è salva, finalmente è arrivato Renzi che si accorda con Berlusconi, cena con il Presidente della Repubblica, fa fuori il governo nullafacente di Letta dopo avergli garantito che gli avrebbe dato non una mano anzi due e lascia intendere che con lui le cose cambieranno ma nessuno finora è a conoscenza di quello che vorrebbe fare.

Si presenta come un giovanotto dalle idee chiare sebbene i contenuti programmatici siano noti solo a lui. Sembra voler mostrare i muscoli poi ci pensa e dice che “ci prova”. Ci prova? Che significa? Significa che considera il governo della cosa pubblica come un banco di prova dove si procede a tentoni e per tentativi?

Chi è in realtà il sindaco di Firenze? L’ennesimo imbonitore ovvero un uomo dalle idee chiare e dalle pronte soluzioni? Presto lo capiremo. Per ora dobbiamo accontentarci di constatare che tutto avviene rispettando poco le procedure o, se si preferisce, le consuetudini. Normalmente il Presidente della Repubblica procedeva con le “consultazioni”: riceveva i Presidenti delle Camere, le delegazioni dei partiti, i rappresentanti dei gruppi parlamentari dei partiti e talora, in un sistema tendenzialmente bipolare, le rappresentanze unitarie di ciascuna coalizione.

Con l’introduzione della legge elettorale vigente, dichiarata parzialmente incostituzionale, il Presidente, sulla base della preventiva definizione delle coalizioni, con il relativo programma elettorale di governo e l’indicazione del capo della coalizione candidato a ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio, quasi per automatismo conferisce l’incarico di formare il nuovo governo a colui il quale, di fatto, ha ricevuto la sua legittimazione dalla designazione diretta del corpo elettorale.

Paradossalmente il Presidente del Consiglio designato era esponente di una coalizione che in ogni caso aveva perso le elezioni e veniva ripescato quale rappresentante di una minoranza che finiva col divenire di fatto maggioranza numerica rispetto alla coalizione antagonista che a sua volta aveva perso le elezioni. Così operando si formava una maggioranza unendo coalizioni contrapposte ed incompatibili tra loro ed entrambe sconfitte dalla volontà popolare. Si è creato così un vero mostro giuridico-politico che nulla ha a che vedere con i valori ed i principi di una democrazia.

Con Renzi addirittura si attua una scelta del tutto “fantasiosa” in quanto l’incarico non solo non viene conferito a persona legittimata attraverso il voto degli elettori ma financo designando una persona che non fa parte del Parlamento. Renzi, non candidato a ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio, viene così imposto al corpo elettorale. S’impone a questo punto una riflessione: è pur vero che spetta al Presidente della Repubblica scegliere tra il tentativo di arrivare alla fine naturale della legislatura e lo scioglimento anticipato delle Camere ma su quali elementi di valutazione si deve basare? Egli ha scelto Renzi per evitare il ricorso alle urne, sulla legittimità del metodo seguito nell’operare Ia scelta si dovrebbero pronunciare i costituzionalisti, ma con quali criteri ha valutato l’opportunità di evitare di ricorrere al voto?

Ci dicono i costituzionalisti che sul punto non dobbiamo ricercare regole fisse bensì individuare i principi che devono presiedere nella scelta in un momento di grave crisi anche istituzionale per la delegittimazione di fatto del Parlamento in relazione anche all’attuale, vigente sistema maggioritario che crea i mostri giuridico-politici di cui sopra.

Non intendo enunciare questi principi peraltro discutibilissimi ma solo osservare che Renzi, dopo avere “conquistato” Berlusconi, deve in qualche misura avere riscosso l’ammirazione del Presidente della Repubblica facendo presumibilmente sfoggio di chissà quale forza persuasiva circa le sue ricette per uscire dalla crisi, eliminando la corruzione, gli sprechi, rilanciando l’economia, garantendo la sicurezza ai cittadini, risolvendo il problema dell’immigrazione extracomunitaria clandestina e quant’altro.

Complimenti a Renzi, nostro Salvatore che saprà risolvere tutti i nostri gravissimi ed urgenti problemi con idee originali a noi tutti ignote e lascia intendere che mostrerà i muscoli anche in materia di politica internazionale, imponendo all’India la liberazione dei nostri due marò, ridimensionando i paesi europei e gli stessi USA che hanno ridotto in ginocchio l’Italia facendo strame della nostra sovranità nazionale. Se così non fosse, se si trattasse di un semplice tentativo, se Renzi ha saputo soltanto vendere bene la propria immagine ma si tratta di fumo e niente arrosto SI RITIRI, NON FACCIA PERDERE TEMPO AL POPOLO ITALIANO CHE ORMAI STA PRECIPITANDO NEL BARATRO DELLA MISERIA, NON ALIMENTI ILLUSIONI CHE, A LUNGO ANDARE, POTREBBERO INNESCARE UNA SPIRALE DI DISORDINI SOCIALI NON PIU’ CONTROLLABILI CON IMPROVVISO CROLLO DEL REGIME, PARALISI TOTALE O QUASI DI OGNI ATTIVITA’, CAOS, ANARCHIA, VIOLENZA.

NOI CI BATTIAMO PER ABBATTERE IL REGIME MA SENZA FAR PRECIPITARE LA NAZIONE NEL CAOS. AUGURIAMOCI CHE IL REGIME NATO DAL SANGUE FRATRICIDA NON IMPONGA PER CROLLARE UN ALTRO ELEVATISSIMO CONTRIBUTO DI SANGUE FRATERNO.

Renzi, stia attento! Il tempo delle fregature è finito! L’Italia ha bisogno di buoni governanti che sappiano unificare gli sforzi dell’intero popolo per raggiungere scopi in cui tutti ci si possa identificare per lavorare con buona lena onde confermare al mondo che non siamo un popolo di “spaghettari” e sappiamo reagire quando è in discussione la nostra sopravvivenza, il nostro prestigio nel consesso delle grandi potenze, il nostro diritto alla vita. Basta con i suicidi!!!

Rafforzando la Fiamma Tricolore si eviteranno salti nel buio e si realizzeranno profonde trasformazioni politico-sociali richiamando all’ordine anche le potenze straniere che ci stanno lentamente strangolando in tutti i campi in cui abbiamo il diritto alla vita come popolo, come Nazione, nella continuità di un valore immanente che deve vivere nei secoli e si chiama Stato Italiano.
Gabriele Leccisi.