BOLOGNA – LA LOBBY GAY

Con la proposta di legge (bocciata) del PD, chi picchia un omosessuale in quanto tale, subisce una condanna superiore a chi picchia uno juventino o un milanista in quanto tali. A nostro avviso, se partiamo dalla motivazione psicologica dell’aggressore, l’unica aggravante, che comprende tutti i casi, è quella dei “futili motivi”, altrimenti dovremmo creare una miriade di casi protetti distinti. Se invece si parte dal principio dello stato di inferiorità della vittima, l’omosessuale è a tutti gli effetti,una persona come tutte le altre, dovendo l’aggravante essere riservata a donne, bambini, anziani, disabili, ecc… I gay dovrebbero abbandonare, con i loro circoli esclusivi, le feste, i cortei, l’arcigay, e tutto il loro mondo rigidamente chiuso alla società, l’auto ghettizzazione e decidere se vogliono essere considerati cittadini a tutti gli effetti o rimanere una specie protetta in via di “espansione”. Alla scontata obiezione che, per essere considerati tali, tutti i cittadini dovrebbero godere degli stessi diritti, rispondiamo che tutti i cittadini sarebbero soggetti a discriminazione, se si ostinassero a perseguire obiettivi (leggi falsi diritti), contrari alla loro condizione “de facto”. Un cittadino che pesa 130 chili che pretenda di correre come fantino o di fare il velocista, o un nano che pretenda di giocare nella Virtus basket, non potranno mai trovare accoglimento dei loro “diritti” presso alcuna ragionevole causa. Il sospetto di fondo, è che i gay non cerchino solo di appropriarsi di quelli che continuano a chiamare “diritti”, ma che tendano piuttosto a creare una lobby politica, che in un prossimo futuro possa magari essere sovvenzionata dallo Stato. E come diceva quello “a pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca sempre”.

(Claudio Zanasi – Federazione di Bologna MS-Fiamma Tricolore)