CAMBIO DI STAGIONE

Non solo per i guardaroba di casa e non solo tra estate ed autunno. È il cambio di stagione politica, ben più traumatico per molti “professionisti” della politica. È il cambio che aspettiamo in molti. Per seppellire, finalmente, tanti “liquidatori” delle idee e tanti voltagabbana.

Un ciclo si chiude, come del resto caratteristico della politica nazionale quasi ventennale.

Il centro destra è alla frutta. Il bipolarismo è defunto e con esso ha trascinato la sua naturale evoluzione il bipartitismo, schiattato ancor prima di nascere. Defunto, non solo per l’incompatibilità e l’articolazione storico-politico culturale tipicamente italiana, ma anche per l’incapacità, nel tentativo di forzata aggregazione politica, di rispettare le identità “minori”.

Insomma fallito per miopia e becera megalomania. Comunque fallito.

Ha vinto la scommessa chi ha avuto la forza (soprattutto economica e dei potentati storici di riferimento e sostegno), di portare avanti la scelta “terzista”. Purtroppo non in senso nostro di “terza via”, ma di opporre ad una sinistra (sbiadita dalla ossessiva “ricerca del centro”), e ad un centrodestra (sbiadito dalle tossine antinazionali leghiste frammiste ad avanzi della peggiore politica clientelare e “voltagabbanista” italiana), il “centro puro”.

La mediazione, ruffiana, se volete neodemocristiana, ma con una sua orgogliosa identità.

Bravo Casini, beffa tutti anche con il beau geste di togliere il suo nome e sostituirlo con Italia.

Torna il suo tempo, ormai è chiaro; con l’aiuto dei tecnici e dei burocrati dell’UE si è aperto il nuovo ciclo, meglio dire si rianima il ciclo che il golpe americano chiuse all’inizio degli anni ‘novanta”. E, se non ci saranno errori, questa volta gli americani non avranno necessità di scovare un Di Pietro, per riorientare la politica nazionale ai loro interessi.

Si chiude una brutta stagione, certo. Ma non se ne prepara una migliore per la Nazione italiana.

Elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale in Sicilia, “il teatrino delle elezioni siciliane”, nell’occhiello de Corriere della Sera di domenica nove settembre, pag. 13.

Ovvero il preambolo del cataclisma delle prossime elezioni politiche nazionali.

E nel teatrino c’è proprio tutto.

Il candidato Nello Musumeci (PDL +La destra, già MSI e AN) : “…e suono bandiera rossa. Non solo: sono anche capacissimo di mettermi a cantare Bella ciao. Pero’ per riuscirci, devo essere in compagnia”.

Bravo, ma non della nostra.

Nell’attuale scenario, nell’impossibilità di partecipare da soli “decentermente”, con uno sbarramento al 5%, se fossi costretto a scegliere farei del milazzismo: non mi resterebbe che votare per Claudio Fava. Comunista, sì, ma almeno coerente e perbene.

Anche per noi sarà una stagione impegnativa e anche noi dobbiamo essere pronti ad un cambio di stagione. Anche io sono pronto al cambio. Di stagione politica però, di riorganizzazione però. Non, ancora, di casacca.

Luca Romagnoli