CATANZARO – Violenza tra giovani, Giaimo (Fiamma) ‘Attenzione ai cattivi maestri’

CATANZARO – Violenza tra giovani, Giaimo (Fiamma) ‘Attenzione ai cattivi maestri’ 05 novembre 2010 Giovedì, 04 Novembre 2010 18.10 L’episodio del ferimento del giovane appartenente al collettivo Riscossa e la seconda aggressione avvenuta giovedì davanti l’ospedale Pugliese di Catanzaro hanno suscitato l’indignazione della politica, anche quella apertamente schierata, del mondo associazionistico e della società civile che a vari titolo esprimono le loro posizioni. Il segretario provinciale della Fiamma Tricolore Natale Giaimoha detto”La Fiamma Tricolore condanna ”senza se e senza ma’ ogni forma di violenza, ancor più se portata avanti da e contro giovanissimi, in quanto ancora porta impresse sulla propria pelle le stimmate delle decine di giovani vite immolate sull’altare dei turpi disegni dei cosiddetti ”opposti estremismi’ e causate dai tanti, troppi, ”cattivi maestri’ che circolavano in Italia negli anni ’70. Tanto ricordavamo al sindaco Olivo non più tardi di qualche giorno fa, in occasione della nostra richiesta di intestare una via cittadina a Giorgio Almirante, affermando che tale atto sarebbe stata ”una scelta di Civiltà e, se vogliamo, soprattutto di Pacificazione Nazionale, oggi che stanno tornando a notarsi, purtroppo, segni di un rinascente antagonismo sempre più bieco e violento.’ ”Oggi – continua la nota dell’assessore provinciale – dobbiamo, purtroppo, prendere atto di essere stati facili profeti di una realtà che degrada ogni giorno di più’ Rispetto ad altre prese di posizione che in questi giorni sono seguite agli episodi di violenza, Natale Giaimo dice ”Restiamo esterrefatti ed inorriditi rispetto a certe improvvide esternazioni, rese da chi avrebbe invece una veste pubblica che avrebbe dovuto consigliare più accortezza e misura che, al pari di uno di quei famigerati ”cattivi maestri’, straparla del ragazzo ferito ed arringa i ”suoi’ con la frase ” E’ un partigiano, ed un partigiano non si deve toccare’. Secondo Natale Giaimo ”Anche volendo dare all’attributo ”partigiano’ il senso letterale più etimologicamente nobile, ricordo che il partigiano è un combattente, quindi di per sé ”persona atta ad offendere e ad essere offesa’ nel senso militare e guerresco del termine, per cui risultano solo cervellotiche, fuorvianti e sicuramente violente tali parole, per cui preghiamo, in futuro, chi proprio non vorrà tacere per evitare di aggiungere danni al danno, di volersi soffermare a valutare il peso di dichiarazioni che, almeno nelle intenzioni, dovrebbero essere di monito e di rigetto avverso ogni violenza ed ogni violento’.

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