CESENA – Allarme sociale per i Rom

I fatti di cronaca recentemente avvenuti,legati alla presenza dei Rom,stanno suscitando allarme anche nel nostro territorio. È quasi impossibile negare quanto la presenza di questi nomadi ai margini della nostra città,crei problemi sempre più acuti,considerando che fanno parte di un popolo che ignora il significato dei termini “legalità” ed “integrazione “;persone tutt’altro che disperate che vivono secondo un retaggio culturale assolutamente non assimilabile al nostro in alcun modo: condizioni igienico sanitarie pessime,massimo della devianza,nessuna integrazione.
Vivono da oltre 2 anni, sotto i ponti, all’addiaccio e alla disperazione, senza reddito, chiedono l’elemosina, vagano da un posto all’altro della città recando fastidio ai cittadini, senza potersi inserire regolarmente nel tessuto sociale e produttivo. Non è sicuramente lecito obbligarli a rispettare le nostre leggi, la nostra cultura, a modificare le loro scelte; è però lecito e doveroso obbligarli, in quanto privi dei requisiti richiesti dalla legge,a lasciare il nostro paese. Nel corso di questi 2 anni sono stati più volte identificati dalla Polizia Municipale, e più volte segnalati, alle Autorità competenti, come cittadini comunitari irregolari dediti all’accattonaggio molesto, a borseggi e furti di appartamento.
Nonostante le continue segnalazioni, l’autorità prefettizia, che avrebbe dovuto emettere il provvedimento di espulsione e allontanamento degli stranieri, perdurante nel tempo, non ha a tutt’oggi dato risposte, ignorando del tutto le normative vigenti legate al Decreto Maroni. Chi è garante di sicurezza, non può esimersi per doveri istituzionali nell’applicare le leggi, deve intervenire in modo deciso e determinato.
La sicurezza non è certamente un optional, è obbligo di ogni tutore dell’ordine privilegiare una linea d’azione severa a tutela di tutti i cittadini.
Alla luce di questi fatti è doveroso chiedere all’ Amministrazione Comunale che cosa intenda fare innanzi a un evidente stato di immobilismo intrapreso da tempo dalle autorità competenti, che a lungo andare potrebbe compromettere la sicurezza e l’incolumità pubblica.

(Rosalba Santacroce)