CESENA – IL PRESEPE NEGATO

IL PRESEPE NEGATO

Siamo, purtroppo,arrivati a questo!Anche i più innocenti simboli del Natale,da sempre i più cari all’infanzia, stanno aprendo un problema di convivenza all’interno delle istituzioni scolastiche. Con rammarico ho dovuto constatare come alla scuola materna dell’Ippodromo si sia deciso di non fare il presepe. Come cittadina e come insegnante,trovo che questa presa di posizione sia molto triste,discutibile oltre che diseducativa;questa scelta, a mio parere, non appare, infatti, motivata da senso di rispetto ma costituisce, invece, una vera e propria rinuncia alla difesa dei nostri valori cristiani e tradizioni culturali. Nessuno vuole obbligare qualcuno a compiere atti o cose che creino disturbo,azioni in cui non credono ed in cui non debbano essere costretti a credere. Non si può e non si deve inculcare una cultura,una tradizione a chi ne ha un’altra e vuole come è lecito conservarla,però non si comprende perchè,in nome di questa tanto chiacchierata libertà, si debba concedere ad un gruppo ristretto di prevalere su una maggioranza di genitori. Sono questi gli episodi che turbano, e ci invitano a riflettere sulla preoccupante situazione che degenera sempre più in Italia:le recenti esperienze insegnano che abbiamo, sparsi, “educatori” che solidarizzano ostentatamente con chi sta sequestrando i Valori cristiani: si toglie il Crocifisso dai muri e si vieta la libertà e la gioia dei nostri bambini di preparare il simbolo della nostra tradizione e della fede cattolica.Il dialogo con le altre culture non nasce certo con la censura della propria!! Nonostante si stia diffondendo in Italia una strana epidemia:”il rispetto delle minoranze”,viviamo ancora,per fortuna, in uno stato democratico,e il punto saldo alla base di tutto rimane” la Costituzione Italiana”, che garantisce la libertà di culto a tutti i cittadini. Inclusi i Cristiani. Il concetto di “laicità” non implica in nessun modo il divieto di professare la propria religione. E sarebbe ora che certa gente smettesse di usarlo a sproposito, solo per nascondere dietro ad un dito la propria malcelata intolleranza verso la religione cristiana. La presenza di un simbolo religioso non impone nulla a nessuno, non mina in nessun modo la libertà di pensiero di nessuno; la sua assenza, ove essa sia imposta, è una negazione della libertà. A questo punto si può parlare solo di razzismo al contrario. Sono sicura che i bambini ragionano in modo molto più assennato e logico dei grandi,la cosa incredibile invece è che davanti a questa” minoranza di maestre” nessuno faccia nulla,del resto anche le maestre appartengono ad una minoranza,quella degli educatori che con il loro atteggiamento cercano di distruggere la storia,la cultura le tradizioni e quindi il futuro di chi è loro affidato.

Rosalba Santacroce