CESENA – La Fiamma denuncia: 4 rinvii a giudizio

Il settore sanitario cesenate, ormai da qualche tempo, attraversa una fase di fibrillazione che ne mette in evidenza solo gli aspetti meno nobili, infatti è notizia di questi giorni che la Procura della Repubblica ha rinviato a giudizio 4 Dirigenti dell’AUSL: Tiziano Carradori, Giuseppe Zuccatelli, Pier Luigi Bartoli e Giuseppe Valdinoci, perchè in concorso tra loro con artifici e raggiri, hanno indotto un danno sia economico sia d’immagine al Servizio Sanitario Regionale e Nazionale.
Le indagini sono partite a seguito di un mio esposto presentato alla Procura, dopo la corposa verifica amministrativo-contabile dell’ispettore della Ragioneria dello Stato, dottor Carlo Alberto Luccone, dove venivano evidenziate le irregolarità nel conferimento di incarichi dirigenziali di strutture complesse assegnati in violazione della disciplina prevista e con la mancata attuazione delle procedure concorsuali.
La richiesta di rinvio a giudizio notificata fa riferimento in particolar modo alla nomina del dott. Bartoli a Responsabile del Distretto di Cesena-Montiano, che è stata fatta ad “intuitu personae”, in quanto “protetto oltre misura” dall’Assessore Regionale alla Sanità. Inoltre va fatto presente che anche il Presidente della Repubblica, su conforme parere del Consiglio di Stato, aveva accolto il ricorso del dott. Minichetti, annullando la nomina del Bartoli e sentenziandone l’illegittimità.
I due Dirigenti, oltre al procedimento penale, dovrebbero conseguire autonomamente un procedimento interno, che si auspichi sia una sospensione dal servizio, inoltre sono tenuti ad un risarcimento sia economico sia a livello di immagine sociale, che indubbiamente risulta lesa da un agire iniquo. Ciò che appare ridicolo a conclusione della vicenda, è che al momento attuale, una delle parti offese, come si evince dal decreto che dispone il giudizio, risulta essere proprio costituita dal Servizio Sanitario Regionale, cioè da coloro che avevano conferito la nomina.
La cosa più grave è sempre stato l’atteggiamento dell’Assessore Regionale alla Sanità, che invece di assolvere il proprio incarico di garante, contro ogni evidenza, ha sempre respinto le accuse rivoltegli, ha espresso più volte la propria indignazione, ha difeso e perpetuato privilegi e rendite di posizione, sostenendo che tutte le illazioni riferite all’Azienda erano solo strumentalizzazioni politiche.
Con il nuovo scenario delineato occorre chiedersi come sarà possibile garantire trasparenza ed equità di condizioni nella gestione dell’ Azienda, anche perchè, dopo le corpose verifiche amministrativo- contabili, l’Assessore ha fatto approvare dalla Giunta Regionale una normativa che escludeva dai Collegi Sindacali delle Aziende Sanitarie i rappresentanti designati dal Ministero delle Finanze; coloro che avevano il compito di vigilare anche sulla trasparenza amministrativa.
Non si può certo sottacere davanti a queste manovre studiate in funzione di favoritismi e non finalizzate al bene comune, pertanto Giovanni Bissoni ha la responsabilità, non solo di rimettere dagli incarichi i due professionisti, ma anche di rimettere il proprio mandato.

(Rosalba Santacroce – Dirigente Nazionale MS-Fiamma Tricolore)