CESENA – Processo dei dirigenti dell’AUSL

OGGETTO: PROCESSO DEI DIRIGENTI DELL’AUSL

Come era facilmente prevedibile è arrivato anche il giudizio di proscioglimento per prescrizione. E’ questa la lampante dimostrazione che la giustizia italiana,che dovrebbe essere intesa come un “servizio essenziale” per la collettività, è incapace di funzionare,è lenta, e il più delle volte segna il momento in cui lo Stato perde il diritto di perseguire un cittadino. La sentenza di ieri per i 3 Dirigenti dell’ Ausl non è arrivata come un fulmine a ciel sereno,era già da giorni nell’aria,soprattutto perchè si è sempre stati consapevoli dell’eccessiva dilatazione dei tempi del processo,in contrasto con la previsione costituzionale che ne impone la “ragionevole durata”,a causa non solo di un ritardo nella magistratura,ma anche di abili avvocati capaci nel trovare scappatoie alla legge,”cavilli legali” che a volte finiscono per allungare i tempi dei processi e anche per ribaltare una sentenza. E’ veramente assurdo,che la misura temporale cancelli un reato commesso,e che il nostro sistema penale non riesca ad assolvere un ruolo di effettiva deterrenza nei confronti di coloro che si rendono colpevoli di illeciti penali ai danni degli interessi collettivi,creando di fatto un’insostenibile situazione di impunità. Il giudizio di proscioglimento per prescrizione per i 3 Dirigenti, ovviamente non è un’assoluzione(anche se sarà venduta come tale), semplicemente è, che, a seguito del trascorrere di un determinato periodo non può essere accertato il reato e non può dirsi con certezza che ci sia stato, con il risultato di aver speso per anni il tempo e le energie delle forze di polizia,di aver speso del denaro pubblico;e soprattutto di non aver reso giustizia a chi chiede di conoscere la verità sulle responsabilità di coloro che hanno commesso il fatto. Rimane vero che la prescrizione è sempre “rinunciabile” da parte di un imputato se si vuole addivenire ad un giudizio di merito. Il dato veramente significativo di tutta questa vicenda è quello che:gli attori principali,quali Zuccatelli,Carradori,Bartoli, sono risultati immuni,hanno rispettato deontologia professionale e procedure codificate,hanno insomma,fatto il loro dovere,ci sarà un solo capro espiatorio,nella persona del Dirigente Dott. Giovanni Valdinoci,direttore delle Risorse Umane,che davanti alla giustizia deve rispondere del reato di falso,in quanto ha addotto un atto attestante falsamente fatti dei quali era destinato a provarne la veridicità. I cittadini non sono così stupidi,diventa difficile nel credere che il Dott.Valdinoci abbia agito di sua spontanea volontà nel produrre atti dichiaranti il falso;ogni decisione all’interno dell’AUSL non può essere presa arbitrariamente e contro il più comune buon senso,viene concertata su criteri e indicatori precisi che solo il Direttore Generale può dare. L’imperante potere politico nella sanità si articola dall’alto al basso attraverso una ben oliata catena di comando.

Rosalba Santacroce