CESENA – Riforma “ad hoc” dei collegi sindacali delle AUSL

Non c’è che dire, l’assessore Regionale alla sanità,Giovanni Bissoni è un vero genio, è riuscito a far approvare dalla Giunta Regionale una normativa che esclude dai Collegi Sindacali delle Aziende Sanitarie i rappresentanti designati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Tale manovra certamente non risponde a criteri di trasparenza ed efficienza, in base alla quale invece, più persone lavorano attorno ad un progetto o ad una gestione e garantiscono un più completo e giusto funzionamento della struttura medesima.
Il Collegio Sindacale, infatti, svolge compiti di vigilanza e valuta l’adeguatezza della struttura organizzativa dell’Azienda per gli aspetti del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo-contabile, con particolare riferimento all’affidabilità di quest’ultimo a rappresentare correttamente i fatti di gestione.
Inoltre, relaziona periodicamente sui risultati dei riscontri eseguiti alla Regione e alla Rappresentanza della Conferenza dei Sindaci. Di conseguenza, risulta assolutamente necessario, il coinvolgimento anche dei rappresentanti ministeriali. Prima dell’approvazione della normativa il Collegio Sindacale era formato da 5 membri, di cui 2 designati dalla Regione, 1 dal Ministero del Tesoro, del Bilancio e dell’Economia, 1 dal Ministero della Sanità e 1 dalla Conferenza dei sindaci, questo meccanismo di controllo è stato ridotto da 5 membri a 3.
La variazione di questa normativa è stata magistralmente studiata dopo le corpose verifiche amministrativo-contabili eseguite negli anni 2000÷2004 dall’Ispettore Ministeriale Carlo Alberto Luccone nelle varie Aziende Sanitarie Romagnole, dalle quali si evinceva una gestione non adeguata sotto il profilo dell’efficienza, dell’efficacia e dell’economicità; un apparato amministrativo dove si annidavano inefficienze e difformità. Contratti, appalti, irregolarità nelle nomine e la troppa fantasia nelle istituzioni di posizioni dirigenziali,sintomo di un sistema malato dal quale trasparivano indicatori preoccupanti di un malcostume generalizzato nella gestione del denaro pubblico.
Dati inconfutabili che ancor oggi sono al vaglio della Procura della Repubblica e della Procura della Corte dei Conti che delineano un quadro preoccupante della nostra sanità:l’individuazione di danni erariali a Cesena, 4 avvisi di garanzia, diversi filoni di indagini ed infine un bilancio in rosso.
Non si può certo sottacere davanti a queste manovre studiate in funzione di favoritismi di varia natura e non certamente al perseguimento del bene comune! Il dato veramente significativo di tutta questa vicenda è quello che ci troviamo di fronte una classe politica inetta, in quanto viene spontaneo chiedersi quali mansioni occupassero ed a quali compiti effettivi si dedicassero in giunta regionale i rappresentanti locali del PDL che hanno reso possibile o comunque non ostacolato l’approvazione di questa normativa.