CESENA – VIETATO PARLARE DI FOIBE

Nonostante i tanti anni di silenzio sull’eccidio delle Foibe, c’è ancora oggi chi vorrebbe insabbiare e nascondere la memoria di circa 20.000 vittime e 350.00 esuli di Istria, Dalmazia e Friuli-Venezia Giulia, la cui colpa è stata quella di essere italiani. E’ quanto sta succedendo nella nostra città, dove si sta consumando l’ennesima intolleranza (vedi Pansa) verso qualsiasi forma di revisionismo storico, ma soprattutto verso chi, costituzionalmente garantito, vuole celebrare una ricorrenza riconosciuta con legge dello Stato e testimoniare su una pagina della nostra storia mai scritta e tenuta nascosta per 60 anni. Non a caso il Prof. Marco Pirina, storico, è stato oggetto di minacce intollerabili, in una città come Cesena che si definisce democratica; minacce provenienti da agitatori all’interno di una sinistra antagonista o radicale che dir si voglia. La cosa più grave e su cui interrogarsi è il fatto che le istituzioni locali, per non aver problemi di ordine pubblico e politico, hanno recepito le istanze di questo gruppo di facinorosi impedendo quindi al Pirina di venire a Cesena e di riportare la propria testimonianza e le propria verità su fatti realmente accaduti e che difficilmente si dimenticano. E’ triste vedere come questa occasione che dovrebbe essere di memoria, comprensione, monito, diventi una scure da utilizzare in modo ideologico come strumento di lotta politica. Fa male ai “compagni” ascoltare la vergogna dei loro crimini; insorgono ogni qual volta il totem dei loro misfatti viene analizzato e reso pubblico senza alcun tabù; Gramsci diceva: “la verità è sempre rivoluzionaria, tenerla nascosta non è solo un inganno e una truffa, ma avvelena la vita di tutti”. La storia dovrebbe insegnare a non ripetere gli stessi errori, ma fino a quando la si nega, non c’è progresso, non c’è libertà, non c’è democrazia, educare le nuove generazioni alla memoria è necessario quanto indispensabile. E’ dunque giusto che si ricordi la pagina dolorosa delle Foibe: che sia di conoscenza ai giovani, che hanno bisogno e diritto di sapere la verità, affinché la cultura non sia più ostaggio della bugia. Non esistono morti di seria A e di serie B: gli orrori commessi da qualunque parte politica vengano conosciuti ed esecrati. Un paese sarà veramente libero e democratico quando non ci saranno più macchie impresentabili che ne offuscano la storia.

(Rosalba Santacroce – Responsabile Nazionale MSFT Salute e Qualità della Vita)