CHIAVARI (GE) – Nuovo “fenomeno” con i soldi delle imposte, alla faccia dei contribuenti

CHIAVARI (GE) – Nuovo “fenomeno” con i soldi delle imposte, alla faccia dei contribuenti
Non si è ancora spenta l’eco dell’arresto di Franco Fiorito, avvenuto lo scorso 2 ottobre, per lo scandalo dei fondi ai gruppi regionali del Lazio, che in un’altra Regione (l’elenco si allunga, dopo Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Molise, Lazio, Lombardia, Sardegna, Sicilia), stavolta la “new entry” Liguria, gli amministratori pubblici fanno lavorare la Guardia di Finanza. La notizia arriva, peraltro, nello stesso giorno in cui a Milano, per un’altra distrazione di denaro pubblico, quella da 47 milioni di euro che ha portato al dissesto finanziario dell’Ospedale San Raffele, il “faccendiere” Pierangelo Daccò è stato condannato in primo grado a 10 anni di reclusione, con rito abbreviato. A Chiavari Giuseppe Saggese, “amministratore di fatto” di una società concessionaria per la riscossione dei tributi in oltre 400 comuni, dal sinistro nome ‘Tributi Italia S.p.A. (peraltro già dichiarata fallita per insolvenza dal Tribunale di Roma nel 2010) è stato arrestato, insieme ad altre otto persone denunciate a piede libero, con le accuse di peculato, frode tramite il collaudato sistema delle fatture false o di comodo, omesso versamento di IVA e ritenute varie. Secondo il PM Saggese avrebbe riscosso imposte mai versate ai comuni che venivano invece rigirate ad altre società collegate a Tributi Italia, per oltre 100 milioni di euro, trattenendosene per se circa 20. E l’inchiesta sembra allargarsi oltre Genova fino a Roma e altre località d’Italia. Il bello è che mentre questo signore manteneva un lussuoso tenore di vita fra ville, aerei privati, costose autovetture, viaggi, pranzi e cene luculliane generosamente offerte per “addolcire” amministratori locali, direttori sanitari e quant’altro, insomma per allargare la “clientela”, oltre mille dipendenti venivano licenziati o messi in cassa integrazione. Alcuni Comuni, secondo la Guardia di Finanza, sono addirittura giunti, a causa di tale ammanco di entrate, a un passo dalla dichiarazione di dissesto finanziario. Sembra anche che i pochi dipendenti residui di Tributi Italia, da mesi senza stipendio, si siano stupiti più del ritardo con cui sono scattate le manette ai polsi di Saggese che dell’arresto stesso. Insomma tutti sapevano, come nel caso del Consiglio Regionale del Lazio, ma chi poteva intervenire chiudeva un occhio e forse anche due. La fraudolenta e irresponsabile gestione della riscossione veniva operata, qui come in altri numerosi casi, proprio da chi avrebbe dovuto bacchettare i contribuenti morosi, cittadini che spesso pagano servizi gravati da tasse, imposte e accise per oltre la metà dell’importo dovuto, disponendo di uno stipendio netto già peraltro ampiamente decurtato alla fonte degli oneri sociali e fiscali. Ma in questa società e in questo sistema marcio e corrotto fin dalle radici, il buon esempio dall’alto non può arrivare, e di servizi efficienti manco a parlarne. Volendo sdrammatizzare un po’, possiamo ironizzare, come nell’accoglienza di Fiorito a Regina Coeli, “A Batman, facce ride!
3 ottobre 2012 (Roberto Bevilacqua)