CIVITAVECCHIA – IL PIANTO DELLE “PRAEFICAE”

IL PIANTO DELLE “ PRAEFICAE”

Nel vocabolario di Latino in uso presso il locale Liceo Classico al termine “Prefica” corrisponde la seguente definizione: “ donna pagata per piangere ai funerali”. Scorrendo la stampa di questi giorni, giustamente concentrata sulla morte dell’operaio Sergio CAPITANI , leggo con rammarico ed amarezza le altisonanti dichiarazioni degli esponenti politici locali sul grave fatto avvenuto: si incontrano troppi “se” e troppi “ma”… del senno di poi ne sono piene le fosse e la storia registra solo gli eventi accaduti non quelli ipotetici. Mi assale il dubbio di essere in presenza di moderne “preficae” o,se si preferisce della cinica “strumentalizzazione” di un tragico accadimento al quale non si può porre, in alcun modo, rimedio: un uomo è in sé un evento unico ,complesso ed irripetibile. La magistratura analizzerà i fatti per risalire ad eventuali responsabilità da perseguire in sede penale ed è questo a parer mio l’unico fatto concretamente rilevante: significa in qualche modo compensare moralmente chi da questa morte ha ricevuto dolore. Nel frastuono “mediatico” due notizie ritengo degne di menzione: l’iniziativa del Sindaco di sospendere l’attività lavorativa nell’area dell’incidente ,iniziativa meritevole di plauso, e ,se come sostenuto dalla stampa,il rifiuto da parte del GIP del Tribunale di procedere al sequestro dell’impianto come richiesto a suo tempo dalla Procura,notizia questa che lascia alquanto perplessi e per la quale ,peraltro,non si può ,giustamente, entrare nel merito. Nell’ambito del “chiacchiericcio” politico,invece, ho notato che nessuno ancora si é reso conto di dover guardare oltre la morte del CAPITANI e non preoccuparsi della solita quanto inutile “dietrologia” da dare in pasto alla “pubblica opinione”: preferirei,in tutta onestà, che le “preficae” restassero relegate nell’ambito delle pagine del vocabolario di latino e tornassero,quindi, ad essere figure appartenenti ormai da lungo tempo alla Storia.

Il segretario Federale Gabriele Pedrini