CIVITAVECCHIA (RM) – QUEL TRENO PER ROMA

Intervengo oggi sui problemi legati al pendolarismo da e per Civitavecchia, su sollecitazione di alcuni pendolari, protagonisti, insieme a tanti altri, di epiche, quotidiane vicende sulla tratta ferroviaria Civitavecchia-Roma che, visto nel tempo, migliaia di stoici lavoratori, costretti, per raggiungere il posto di lavoro, a subire un vero calvario della durata minima di 50 minuti, inflitto con un viaggio quasi mai portato a termine in orario ed effettuato su del materiale ferroviario talmente degradato, è tale da far pensare con invidia a quello di un treno famoso: quello del film western “Quel treno per Yuma”. In particolare, per tornare al presente, i pendolari lamentano come sia pressoché impossibile trovare posto per sedersi, causa il sovraffollamento dovuto all’insufficiente numero di carrozze componenti i convogli. Tale quadro di disagio viene inoltre acuito, sia dalle condizioni igieniche disastrose, in cui il materiale viaggia, sia dall’inefficienza delle toilettes, fattore quest’ultimo che costringe i viaggiatori a sforzi fisiologici tali da potersi iscrivere tranquillamente nel guinnes dei primati. Quasi sempre, inoltre, il sistema di condizionamento delle carrozze è inefficiente: ciò consente d’inverno di rivivere l’atmosfera dei famigerati gulag di staliniana memoria e d’estate, di vivere un’ambientazione degna dei treni che attraversano le regioni più sperdute dell’India, trasportando carichi immensi di odorante umanità. Tali totalizzanti sensazioni, vengono offerte al prezzo di un misero abbonamento che annualmente si aggira intorno agli 800 euro circa… Viene quasi da pensare che forse in ogni pendolare si annidi un eterno incontentabile. Peraltro, il recente incontro tra il Direttore Regionale di Trenitalia S.p.A. e il Sindaco di Cerveteri, incontro teso a permettere ai pendolari di viaggiare in condizioni più umane, non ha ancora sortito esiti positivi. In merito lo scrivente, fatte proprie le giuste rimostranze dei pendolari, rimane perplesso di fronte allo stato di cose prospettato, e invita i responsabili a riflettere sul fatto, che il viaggiatore paga per ottenere un servizio adeguato agli standard di un Paese civile. Nel sottolineare che Civitavecchia è anche scalo crocieristico, appare quanto mai inopportuno garantire anche ai turisti un viaggio su “Quel treno per Roma” e, interpretando i sentimenti dei pendolari, non mi resta che chiudere il mio intervento con le storiche parole del grande Totò: Signor Direttore Regionale, ma ci faccia il piacere!!!

(Gabriele Pedrini – Segretario Federale Roma Nord)