Contraporre stile all’opportunismo…

CONTRAPPORRE STILE ALL’OPPORTUNISMO, SOBRIETÀ AL CINISMO. CONTINUARE A SOGNARE PER ANDARE OLTRE

Di Luca Romagnoli

Spiace dover scrivere e dire di quanto manchi il senso della misura, l’educazione e la sobrietà, in un mondo o in un’area che vorrebbe vantare militanza impersonale, che vorrebbe ascrivere la propria presenza attiva nell’ambito di un’aristocrazia di pensiero.  Almeno oggi sono mancate educazione e sobrietà in alcuni che non hanno controllato emozioni e sentimenti all’apparire spregiudicato dell’attuale Presidente della Camera, a funzione funebre di Pino Rauti iniziata.

Si è mancato il “sangue freddo”; è mancata la lucidità in alcuni per valutare che quello non era il luogo e l’occasione per dimostrare disapprovazione e rinfacciare tradimenti. Ma, soprattutto, in alcuni è mancata la lucidità per sottrarsi al cinico opportunismo di Chi era venuto cercando –con l’abilità che del resto è nota-, quello che più gli era utile: porre l’accento platealmente sul distacco, l’indifferenza e lo sprezzo per una comunità politica alla quale era appartenuto, alla quale deve gran parte del suo successo, alla quale non vuole più fare riferimento e dalla quale, soprattutto vuole assolutamente distinguersi.

Così quello che resta della commozione di una comunità d’idee e ideali, sulle pagine dei quotidiani e delle televisioni, sarà ancora una volta il sorriso beffardo e paraculo di quel tipo d’uomo che Evola definisce insofferente in modo quasi isterico a ogni esigenza di coerenza, di linea (Considerazioni sull’uomo obliquo, in “Rivolta Ideale”, 1952). Non avrà bisogno di fare vittimismo; nessuno evidenzierà l’inopportuna entrata in scena, quanto l’uscita anticipata dal retro sacrestia; non ci saranno stizzite reazioni istituzionali per l’affronto subito. Risalterà invece il capolavoro di Chi ha inteso, ancora una volta platealmente, sottolineare di non aver mai voluto e non volere “andare oltre”.

All’avversario questo “tipo d’uomo obliquo”, non sa riconoscere nemmeno l’onore delle armi; all’avversario questo “tipo d’uomo obliquo” non concede nemmeno la sobrietà di un ultimo rispettoso saluto.

Non tutto e non sempre si condivide nelle relazioni interpersonali, tanto più in politica.  E così è stato anche per me, in alcune occasioni, con Pino Rauti; ma quanta passione, quanta avida condivisione d’idee e sentimenti, quanta nostalgia per chi mi ha insegnato a sognare, progettare e magari, con caparbietà visionaria, segnare “un’altra via”. Questo è accaduto e questo lascia in me e in tanti militanti “di la del bene e del male” la fierezza di essere stati con Pino Rauti e la speranza di non averne disatteso l’insegnamento.

Grazie Pino