CUNEO – Il taglio ai costi dello Stato si traduce nella perdita dei servizi periferici

È stato un atto doveroso, il taglio ai costi della macchina statale, ma che questo si sarebbe tradotto in tagli lineari ai servizi per il cittadino, questo francamente non se lo aspettava nessuno. La ritirata dello Stato sul territorio, è lenta ma inesorabile, e le conseguenze saranno più tangibili tra qualche anno. Si è cominciato con i tagli agli uffici postali (patrimonio ex statale), che sono stati chiusi in tutte le zone periferiche del Paese, senza tener conto del capitale umano che risiede in quelle terre. Si è continuato con i tagli alle tratte ferroviarie, a spese dei tanti pendolari che ora si devono arrangiare per recarsi al lavoro, ora siamo alle prese con il dimezzamento dei tribunali, a mio modo di vedere ingiustificato, perché se è vero che si risparmia chiudendo la struttura, si spenderà in modo spropositato per le spese gestionali e per i vari accorpamenti. I mezzi pubblici sono al collasso, è di questi giorni l’ennesimo taglio della Regione Piemonte ai trasporti, una sforbiciata del 25% che lascia poco spazio all’immaginazione. Finendo con gli enti locali, tagliati senza distinzione di sorta, anche se utili. Le comunità montane ad esempio, andavano riviste sicuramente, ma erano l’unico strumento che permetteva ai piccoli comuni di non fare politica campanilistica e di pensare alla “valle” inteso come territorio da salvaguardare. La ritirata dello Stato sul territorio italiano è iniziata, e andando avanti così, decentrando, accorpando, unendo, finiremo per avere grossi centri metropolitani con tutti i servizi, ma lasciano abbandonati a loro stessi i vari centri e congiunzioni di territorio come possono essere le Valli su un comune capoluogo.

Per contrastare tutto questo, non si è fatta l’unica cosa importante che doveva essere perseguita: il taglio delle Regioni, che hanno spese di gestione altissime, sono fonte di politica clientelare e decisamente poco controllabili dal punto di vista finanziario. Si dovrebbe dare più potere alle Provincie, vero contatto dello Stato con il territorio e i cittadini, senza contare che un Ente più piccolo è più facilmente controllabile e le spese della politica sono molto minori nelle Provincie che nelle Regioni, diventate orami vero e proprio feudo della casta politica.

Denis Scotti
Consigliere Comunale
Monterosso Grana