Da ‘L’UNICO’ quotidiano indipendente di Roma – Pdl, Romagnoli e Fiamma dentro attraverso l’Mpi della Santanché

Venerdì 02 aprile 2010 di Riccardo Corsetto – L’idea prima del voto per le Regionali nel Lazio era quella di fare una lista Destra Sociale Fiamma Tricolore con Daniela Santanché, in appoggio a Renata Polverini. Si sarebbe unito lo charme mediatico e moderno della donna di Cuneo con l’eredità autentica e “progressista” dello storico Movimento Sociale Italiano. Poi i vertici del Pdl laziale posero il veto al progetto, che all’indomani del pasticcio – chiamiamolo eufemisticamente così – della lista per Roma – sarebbe stato di sicura utilità per aumentare la forbice della vittoria sulla Bonino. Ma pur di far dispetto alla moglie, ogni tanto il marito si taglia i co(sìdetti). Romagnoli si era messo a disposizione. Aveva telefonato ai vertici romani e laziali del Pdl: guardate, noi abbiamo questi voti, li mettiamo a disposizione della causa. Dall’altra parte del filo nemmeno dinieghi onorevoli, solo silenzi e segretari: “Ti richiamerà…” E quando ormai era troppo tardi, anziché creare una lista che avrebbe ucciso la Polverini come ha fatto Grillo col Pd in Piemonte, Romagnoli ha scelto la strada del buon senso e della logica, decidendo di non presentare la Fiamma e facendo convergere quell’un per cento e più di voti presi alle ultime europee sulla Polverini, e decisivi per la vittoria finale. Nei giorni scorsi, ancor prima del voto Romagnoli e Santanché si sono sentiti a lungo, e adesso, presa la Regione dall’interno – il Movimento per l’Italia è già dentro al Pdl – ci sarà una fusione, e la Fiamma sarà ospitata a bordo del Pdl attraversoil Movimento per l’Italia. Qualche anticipazione al progetto l’aveva fornita Fabio Sabbatani Schiuma, coordinatore regionale Mpi, all’indomani del voto: “Auspichiamo che possa presto essere coinvolto anche il movimento di Luca Romagnoli, che, nonostante il rifiuto dell’apparentamento, non ha mancato in senso di responsabilità.” Mentre per Luca Romagnoli “per quello che sono oggi non solo le leggi elettorali, ma la società e la cultura italiana non ci sono spazi e prospettive e capacità di incidere nelle scelte di governo che interessano effettivamente la nostra Nazione, per l’isolamento e l’antagonismo. “Ecco perché – ha aggiunto il leader della Fiamma – prendendone atto, sostengo che dobbiamo mantenere la nostra identità portando il nostro progetto sociale in un ambito più ampio.” Adesso il movimento della Santanché potrebbe fondersi, anche graficamente, con una fiamma a tre colori, simbolo di una cultura politica e ideale che nel Pdl dovrà continuare a vivere. Perché se è vero che alla destra del Pdl non c’è spazio per nessuno – e queste ultime elezioni lo hanno dimostrato ampiamente – è altrettando vero che, all’interno del Pdl, ci sarà spazio – e il futuro lo dimostrerà – per una destra moderna ma non dimentica. (L’UNICO) –

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