“DALLA MARCIA SU ROMA ALL’IMPERO” Catania 28.10.2017

28/10/1922 LA MARCIA SU ROMA
28/10/2017 HOTEL EXCELSIOR – P. VERGA – CT – h 18
PARLANO DI STORIA:
“DALLA MARCIA SU ROMA ALL’IMPERO”
FRANCESCO CONDORELLI CAFF
PRESIDENTE COMITATO CENTRALE MSFT
MICHELE FARO
NINO LANZAFAME
RENATO PENNA
LA MARCIA SU ROMA 28 OTTOBRE 1922
INTRODUCE PINO MANOLI SEGRETARIO PROVINCIALE DEL MSFT

LE PREMESSE
Nel 1909 Filippo Tommaso Marinetti direttore della rivista internazionale “Poesia” (Milano), nel mese di febbraio annunziava che il mondo avrebbe assistito alla nascita del “Centauro” e che avrebbe visto volare i primi angeli.
Manifesto del Futurismo dettava le sue leggi e aspirazioni a tutti gli uomini liberi, liberazione da tutte le prigioni del passato dove l’avevano rinchiusa professori, archeologi, ciceroni e antiquari.
Pigro aderire al vecchiume delle tradizioni, demolire le città venerate, tabula rasa per una costruzione di un nuovo universo, coraggio, audacia, ribellione a una realtà in continuo movimento, avvento della civiltà delle macchine.
Andavano mutati i criteri di vita e di pensiero e il modo di proiettare l’individuo verso l’avvenire.
Nessuna opera che non fosse stata aggressiva si sarebbe potuta considerare un capolavoro, glorificare il militarismo, il patriottismo e più ancora la guerra.
Il 20/02/1909 appariva sul “Figaro”, VERSO LIBERO.
Dopo la prima guerra mondiale si consideravano i precursori che avevano intuito in quale direzione si sarebbe mosso il mondo.
La provocazione nel programma nel Movimento.
Le serate futuriste, prevedevano la dizione di poesie, le più cacofoniche possibili, motti apocalittici, lancio di sfide da sagra paesana degeneravano nei teatri in vere e proprie risse.
La guerra solo morale educatrice.
Discorso anti austriaco a Trieste.
Campagna di Libia, Marinetti in Africa combattente.
Da igiene del mondo la guerra si era trasformata nella sola morale educatrice che condannava a morte l’immonda gente dei pacifisti.
La parola “Italia” doveva dominare sulla parola “libertà”, per favorire il sorgere di un sentimento nazionale molto forte.
Scoppio della guerra in Europa, impegno a spingere il paese verso l’intervento.
A Milano bruciano le bandiere Austriache.
Nell’aprile 1915 a Roma, Marinetti insieme a futuristi e a Benito Mussolini.
Marinetti fu ferito durante un combattimento, Gabriele D’Annunzio offre un mazzo di garofani scarlatti.
Marinetti, dopo Caporetto, più volte decorato e sempre fedele al motto “marciare non marcire”, fonda il giornale “Roma Futurista”.
Vittorio Veneto non spense la sua libertà di azione e aveva ora come obiettivo la rivendicazione di Fiume e della Dalmaziam la glorificazione di Vittorio Veneto.
Con questo spirito Marinetti fondò la sezione milanese degli Arditi, ma nello stesso periodo videro la luce “I FASCI POLITICI FUTURISTI” destinati a confluire gradualmente nel Fascismo che il 23/03/19, tenne a S. Sepolcro a Milano la sua prima adunanza.
Sia le folle operaie fondamentalmente buone, no all’azione sobillatrice del partito socialista.
Scontro fra dimostranti che cantavano bandiera rossa e i Sansepolcristi al grido di “a noi, a noi Arditi”.
Occupazione sede dell’”Avanti”, mentre l’insegna in legno del giornale viene portata in regalo a Benito Mussolini nella redazione de”Il Popolo d’Italia”.
Parole in libertà, abolire la sintassi e disporre sostantivi a caso.
IL CONGRESSO DI REGGIO EMILIA E LA SETTIMANA ROSSA.
I socialisti per pacifisti, opposizione a ogni guerra, Filippo Turati, formula della non partecipazione al potere in regime borghese, congresso di Reggio Emilia del 7/0/2012.
Espulsi i riformisti di destra e il gruppo di Filippo Turati dovettero cedere il passo ai rivoluzionari.
I rivoluzionari ebbero buon gioco, il delegato dei socialisti romagnoli Benito Mussolini presentava l’ordine del giorno.
Il suo discorso fu un autentico trionfo, da una posizione del tutto secondaria a una di primaria importanza.
Oratoria audace e irruente elementare, capace di accendere l’entusiasmo della massa dei delegati e del pubblico.
Fino alla vigilia del congresso Mussolini aveva tenuto nascoste le proprie ambizioni, espulsione dei riformisti di destra.
Francesi, tedeschi, Lenin, il partito socialista italiano aveva scelto la strada giusta.
Benito Andrea Amilcare da Benito Juarez rivoluzionario messicano, Andrea Costa e Amilcare Cipriani.
Lotta di classe non doveva avere natura economica ma una questione di rivoluzione politica e di battaglia della conquista del potere.
A seguito del successo di Reggio Emilia Mussolini ebbe l’incarico di dirigere l’ “Avanti”.
LA SETTIMANA ROSSA
Enrico Malatesta rientrato in Italia nel 1913 dopo 15 anni di esilio.
Comizio di Ancona per il militarismo e gli abusi perpetrati da questi contro la libertà, presente il giovane Pietro Nenni.
A Imola assalto alla stazione ferroviaria.
A Roma la monarchia stava per crollare, la forza pubblica sparava contro la folla uccidendo varie persone.
Il 19 luglio a Bologna girava la notizia che la rivoluzione era divampata in tutta la Romagna e a Milano, la Toscana era insorta e la monarchia stava per crollare.
PRIMA GUERRA MONDIALE ULTIMATUM AUSTRIACO E ALLEANZE
La grande Serbia intollerabile all’Austria centro propulsore del Mobvimanto nazionalistico Jugoslavo, un solo stato Serbi, Croati e Sloveni, popolazioni appartenenti all’Impero Austriaco.
A Vienna scacciare la Serbia alla prima occasione.
Il 28 Giugno 1914 l’Arciduca austriaco Francesco Ferdinando fu ucciso insieme alla consorte a Sarajevo capitale della Bosnia.
Gli attentatori erano di origine serba.
Ultimatum alla Serbia 48 ore.
La Serbia si rimise all’arbitrato delle potenze europee, non dell’Austria.
La Russia scese in campo della Serbia, entra la Germania con l’Austria, Berlino attacca la Francia legata ai Russi.
Invasione del Belgio, Inghilterra entra in guerra a fianco della Francia e della Russia.
Giappone alleato dell’Inghilterra
Neutralisti e interventisti italiani.
Entrare in guerra contro l’Austria altri predicavano la neutralità.
Nazionalisti interventisti.
Giolitti no, la nazione incapace di sopportare lo sforzo bellico.
Cattolici intransigenti: Cattolici moderati e cattolici sociali avversavano tutti quanti la guerra.
Benedetto XV° “un inutile strage”.
600 km di fronte 24 maggio, varcano l’iniquo confine.
28 ottobre 1922, 25 luglio 1943
“Maestà basterebbero 4 cannonate a farli scomparire come lepri” (Primo Minsitro Facta).
CRISI DEL GOVERNO LIBERALE
La politica italiana del dopoguerra versava in una crisi profonda dalla quale stentava ad emergere una figura in grado di ricompattare la spaccatura sociale apertasi nel paese alla fine della grande guerra.
Governo Facta sfiduciato a luglio, fu costretto a ripresentarsi essendo suddivisa la coalizione liberale.
Le piazze divampavano, confronto politico dal parlamento alle strade, occupazione del Comune di Milano, assalto nella sede dell’Avanti da parte dei fascisti e scontri tra fascisti e comunisti in Emilia Romagna.
All’inizio del mese di ottobre mentre gli scontri tra rossi e neri si inasprivano Mussolini pubblicò il regolamento della milizia, esercito privato che ogni giorno contava sempre più reclute.
23-24 ottobre, Napoli sotto pioggia battente un grande raduno di camicie nere, durante il quale Mussolini istituì il famoso QUADRUNVIRATO EMILIO DE BONO, MICHELE BIANCHI, CESARE MARIA DE VECCHI, ITALO BALBO per coordinare l’imminente Marcia su Roma.
Michele Bianchi: “Camerati che ci state a fare qui a Napoli? Qui piove!”
FACTA E IL RE: Facta informato anche da Salandra di una convergenza fascista nella capitale credendo fosse un bluff, telegrafò al re che era scongiurato ogni pericolo su una possibile marcia su Roma.
Il re trovandosi a San Rossore fece ritorno a Roma il 27 sera per mettere in atto un piano difensivo dell’Urbe.
Stato di assedio.
Rendere imprendibile la capitale interrompendo tutte le linee ferroviarie e le strade che portavano a Roma.
Facta tentò l’ultima mossa il 27 ottobre e informò di avere ritirato le deleghe dei suoi ministri e che si sarebbe presentato molto presto al Quirinale per la nuova lista di personalità.
I Quadrunviri riuniti a Perugia preparavano le colonne fasciste e la discesa sulla città eterna.
Impossibile il Ministero Facta composto anche da personalità fasciste andava scomparendo.
Il 28 ottobre alle 6 del mattino, presidenza del Consiglio proclama lo stato di assedio.
Mancava l’avallo del re.
IL RIFIUTO DI VITTORIO EMANUELE III°.
Facta raggiunse il Quirinale per la contro firma ma ricevette un secco rifiuto dal monarca.
“Queste decisioni spettano soltanto a me. Dopo lo stato d’assedio c’è solo la guerra civile. Ora qualcuno si deve sacrificare”.
Il Capo di Sato Maggiore Diaz al re: “L’esercito farà il suo dovere come sempre, ma è meglio non metterlo alla prova”.
Facta annulla lo stato di assedio e rimette l’incarico nelle mani del Re.
I Fascisti rimanevano bloccati per via delle interruzioni stradali fuori Roma.
Il Re consigliato da Orlando, Giolitti e De Nicola in un primo momento affidò l’incarico di formare un nuovo governo ad Antonio Salandra incaricato di trovare un intesa con Mussolini.
Questa intesa era caldeggiata anche dai cosiddetti fiancheggiatori del fascismo come Federzoni che vedeva di buon occhio la nascita di un gabinetto Salandra-Mussolini, ma il futuro Duce spalleggiato anche dai grandi industriali rimandò al mittente tale proposta.
“Non ho fatto quello che ho fatto per provocare la resurrezione di Don Antonio Salandra”
INCARICO A MUSSOLINI
La mattina seguente Salandra rimise l’incarico.
Il 30 ottobre Mussolini si presentò al Quirinale invitato dal re e accettò l’incarico. Il Giorno dopo presentò la lista dei ministri di cui solo 4 fascisti.
Esecutivo di unità nazionale.
La marcia quindi poteva avere inizio, cortei in festa a Roma per il saluto al sovrano la mattina del 31.
Nel pomeriggio le camicie nere si trovavano alla stazione Termini dove si trovavano predisposti 45 treni speciali. Era il rompete le righe.
AVVENTO DELLA NUOVA ITALIA E DEL FASCISMO
Giolitti: “questa camera ha il governo che si merita ed essa non ha saputo darsi in varie crisi un governo e il governo se lo è dato il paese da sé”.

L’appuntamento del 28 ottobre è opportuno in quanto falsi storici hanno volutamente travisato la verità storica propinando agli studenti in modo errato i fatti verificatisi nel ventennio e le ragioni della instaurazione del fascismo.
Historia magistra vitae, non si può cancellare e dobbiamo conoscerla per quella che realmente è stata.
All’Hotel Excelsior il 28 ottobre 2017 ci proponiamo di essere al di sopra delle parti, pronti a confrontarci con quanti vorranno intervenire.
A presto Franco.