“DIAMO VOCE AI CITTADINI:ISTITUIAMO IL DIFENSORE CIVICO”

“DIAMO VOCE AI CITTADINI:ISTITUIAMO IL DIFENSORE CIVICO” Negli ultimi giorni ho potuto leggere dalla stampa locale testimonianze di situazioni di grave disagio sociale: prima del coraggioso appello ,da Arce, di una mamma che non può permettersi la sedia per il figlio disabile ,poi dell’appello di un ragazzo di Fiuggi che ,orfano dei genitori, non trova modo per il proprio sostentamento e chiede aiuto alle istituzioni ed infine dell’appello di Roberto Pesce , affetto da distrofia muscolare e disabile da due anni ,che nel suo comune di Arpino non riesce ad andare in centro ,alla posta ed a teatro, perché l’amministrazione non riesce a trovare il tempo di togliergli quelle barriere architettoniche che costringono Roberto alla prigionia. Le vittime di questi casi trovano il coraggio di esporsi a mezzo stampa per denunciare la loro situazione ed ecco puntuali sopravvenire ,nella maggior parte dei casi ,interventi dell’assessore a questo o del consigliere addetto a quell’altro e i più fortunati ,possono vedersi appoggiati persino dal sindaco di turno e se non da loro ,sicuro da qualche segretario di partito .Credo che questa non sia buona amministrazione, né tantomeno possa essere considerata politica ,perché la politica previene , la politica ,quella vera ,cura in silenzio , non provoca disperati appelli a mezzo stampa, questa è casomai elemosina ,pietà , sentimento che di certo non meritano i dignitosi autori di questi gridi d’aiuto. Facile arrivare alla conclusione che il problema sia negli addetti alle politiche sociali ,ma non credo sia così. Il problema sta nell’amministrazione centrale ,che non ha mai messo chiarezza nelle politiche sociali,quelle addette ad occuparsi di queste situazioni,che sono tantissime e che molte volte non si vedono o si evita di sbatterci contro. Oggi ogni comune ha un addetto alle politiche sociali ,andando sul sito della provincia di Frosinone si può scoprire che c’è un addetto al sociale ,che è il presidente della provincia, ed una commissione consiliare in materia,inoltre la Provincia ,con il massimo della trasparenza, pubblica progetti e leggi in tema sociale e sono davvero tanti. Il problema ,come accade spesso in Italia ,non sono né le leggi né le strutture ,ma chi le applica poco , chi non le porta alla luce che meritano e chi non le sfrutta per niente. Molte volte manca lo stimolo alle istituzioni ,manca una voce univoca a cui i cittadini possano con dignità rivolgersi per trovare protezione e forte sostegno ,in poche parole manca un difensore civico. E qui c’è il colpo di scena: secondo l’art 8 della Legge 142 del 1990 è istituito l’ufficio del difensore civico per rafforzare e completare il sistema di tutela e di garanzia del cittadino nei confronti delle pubbliche amministrazioni e per assicurare e promuovere il pieno rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione. Inoltre la suddetta legge stabilisce che Lo statuto provinciale e quello comunale possano prevedere l’istituto del difensore civico, il quale svolge un ruolo di garante dell’imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione comunale e provinciale, segnalando, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze e i ritardi dell’amministrazione nei confronti dei cittadini. Sono passati 20 anni e naturalmente la legge non è stata applicata né in Provincia né in tutti i Comuni ciociari,tranne per il comune di Esperia ,di cui però non si hanno notizie di che fine abbia fatto tale figura ,istituita da tempo ,che però il comune non pubblicizza nemmeno sul sito, che non ha. In certi casi ,come testimoniato da reportage televisivi ,la figura suddetta è stata istituita , ma eletta dalla maggioranza, è rimasta sotto scacco ,non potendo fare la voce grossa contro coloro che quella poltrona gliel’avevano data (caso simile è quello del comune di Roma). Sarebbe doveroso ,per dare voce ai cittadini più deboli ,di istituire questa figura del difensore civico anche in Provincia di Frosinone ed in tutti i comuni ,con elezione del consiglio comunale, non a maggioranza semplice ma a maggioranza di 2/3, così che la figura sia super partes e responsabilizzata. In questo modo anche la mamma di Arce ,il ragazzo di Fiuggi e Roberto Pesce avrebbero un rappresentante ,una voce forte che li difenda ,senza essere sfruttati dai propagandisti della politica. Tale figura metterebbe maggiore chiarezza anche nelle politiche sociali istituendo il sistema di divisione dei ruoli tra chi denuncia e chi trova la soluzione. Anche se fatto dal segretario giovanile della Fiamma Tricolore ,questo appello non è né di destra né di sinistra ,ma ,almeno credo,di buon senso.

UN CITTADINO CIOCIARO

Giammarco Florenzani