DIMISSIONI DA SENATORE A VITA

DIMISSIONI DA SENATORE A VITA

In una nazione libera ognuno può decidere, sempre nel rispetto delle
leggi esistenti, di fare le scelte che ritiene  più opportune.
Ciò ovviamente vale per tutti i settori dell'agire umano.
Anche in quello politico, a maggior misura per l'importanza
e la delicatezza che riveste. 
Tale assunto ha comunque anche dei doveri, etici e pratici,
che pretendono quanto meno coerenza, affinché il tasso morale di tali 
azioni sia apprezzato e stimato.

Cittadini, poi, particolarmente distintisi nei vari campi sociali 
possono essere nominati anche Senatori a vita della Repubblica, la più 
alta onorificenza pubblica che il nostro Paese può conferire a 
personaggi illustri.
Ne discende che  come recita l'articolo 59 della vigente costituzione,
secondo comma : “ Il Presidente della Repubblica può nominare senatori 
a vita cinque italiani che hanno illustrato la Patria per altissimi, 
meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”, 
ogni cittadino potenzialmente può assurgere a tale 
nomina, senza distinzione alcuna.
E nel Senato italiano sono presenti ad oggi, senatori a vita, nominati 
via via dai Presidenti che si sono succeduti nell'alto magistero.
Tra questi, il professore  Mario Monti.

Non vogliamo, per adesso, entrare  nel merito della scelta fatta dal 
Presidente Giorgio Napolitano.
Valutiamo invece, e con forza, la scelta fatta dal senatore Mario Monti, 
appunto, nonché attuale Presidente dimissionario del Consiglio.
E ci domandiamo : può un senatore a vita parteggiare per una parte di 
cittadini italiani, in contrapposizione ad altri, scendendo o salendo in 
politica, per guidare una parte di partiti e movimenti politici ?
Crediamo che la risposta non può che essere negativa.
Infatti, no, non lo può fare, almeno da senatore a vita.
Se ritiene, viceversa, di guidare una parte di partiti o movimenti, 
è liberissimo di farlo.
Ma ad una sola condizione, onorevole per lui: cosi come è salito al 
Quirinale tante volte in questi 13 mesi per consultazioni, o dimissioni, 
dal Presidente Napolitano, salga per l'ultima volta anche in questi 
giorni e rassegni in modo irrevocabile le sue dimissioni da senatore a vita.
Sarebbe un gesto, questo sì nobile per lui, ed apprezzato da tutti.
Non si celi dietro il troppo comodo schermo di parlamentare nominato a vita.
Rinunci alla nomina presidenziale e si faccia eleggere direttamente dal 
popolo sovrano E poi scenda, o salga come dice lui, nell'arena politica, 
per vedere fra meno di sessanta giorni quanti italiani l'avranno 
confermato nel ruolo di Presidente del Consiglio o  Parlamentare, 
dopo aver massacrato gli interessi degli italiani, alla guida di 
improbabili partiti di massa.

28/12/2012 
Leonardo Rocco Tauro
Presidente Comitato Centrale