Estradizione dal Brasile del terrorista Cesare Battisti.

MOVIMENTO SOCIALE – FIAMMA TRICOLORE Segreteria Regionale Campania.

“Il Governo del Brasile con il suo Presidente nella persona di Lula, dovrebbero chiedere scusa all’Italia ed in maniera particolare ai familiari delle vittime cadute negli anni Settanta per mano del terrorista Cesare Battisti”. E’ questa la dura risposta che Antonio Migliozzi, in veste di coordinatore regionale della Campania del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, ha voluto dare in riferimento alla decisione del presidente del Brasile Lula di non voler estradare il terrorista rosso Cesare Battisti, il quale è stato condannato in Italia all’ergastolo per aver commesso ben quattro omicidi. “Non esiste nessuna motivazione condivisibile che abbia potuto portare a tale decisione da parte del presidente Lula – ha continuato Migliozzi – in quanto un criminale del livello di Battisti deve essere ricondotto nella sua Nazione dove ha commesso dei crimini e scontare la sua pena. Un omicidio è un omicidio, punto e basta, per cui chiunque si sente di voler difendere questo personaggio andrebbe considerato come moralmente suo complice. E questo non perché si tratta di un terrorista appartenente ai Pac ( Proletari Armati per il Comunismo ), sia ben chiaro, perché se si fosse trattato di un criminale appartenente alla destra avremmo levato lo stesso sdegno, se non maggiore, se giustizia non fosse stata attuata. A questo punto confidiamo nella diplomazia italiana, in quanto già molte volte, in passato, ha dimostrato di essere stata all’altezza nell’aver risolto determinate vicende in difesa dell’Italia, e vogliamo credere che anche questa volta riesca nel portare a termine l’obiettivo di assicurare alla giustizia italiana il terrorista Cesare Battisti. Allo stesso modo sollecitiamo a viva voce il Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo italiano, on. Silvio Berlusconi ed il Presidente della Repubblica Italiana on. Giorgio Napoletano, affinché prendano una seria posizione contro l’attuale parere del presidente brasiliano Lula, anche per dimostrare che un Paese civile come l’Italia, va rispettato in pieno”.

Cristiano Costa