Per un buon ferragosto, pillole di ‘etica’ della ‘polis’ e sobrietà dello ‘stratega’

Per un buon ferragosto, pillole di “etica” della “polis” e sobrietà dello “stratega”:

1 – Quando si ricoprono ruoli di evidenza o responsabilità pubblica accade, da sempre ed in ogni cultura e civiltà, che si sia soggetti alle richieste di ausilio, protezione, raccomandazione. Nessuno ne e’ mai stato esente, anche e solo per il semplice fatto di essere primus inter pares. In fondo ci sta nel ruolo stesso che assume chiunque a qualsiasi titolo rappresenti altri o una comunità: dalla famiglia al grande Partito, figuriamoci ruoli superiori. Ma se antropologia e scienze sociali hanno ampiamente analizzato e discettato in proposito e nelle opinioni pubbliche, vi e’ una logica e misurata (almeno si vorrebbe) tolleranza in materia, ciò non significa che l’esercizio di tale “facoltà” esca dalla “comprensione e benevola tolleranza (anche serena accettazione, per noi, se tale pratica non travalica i fondamenti della meritocrazia o della democrazia organica), quando si “tracima”, si “travalica”, magari sponsorizzando “ciuchi” al posto dei “cavalli” per il palio. Sobrietà del leader, di piccola come di grande comunità rappresentata, altresì richiede che egli e i suoi più stretti famigliari, famigli e sodali, non siano certo i primi a godere di privilegi e favoritismi: e’ scontato, anzi, nel tipo di democrazia che sosteniamo, che l’esercizio del ruolo in oggetto da parte dello “stratega” dovrebbe -non solo e tra l’altro-innanzitutto tener conto dell’inconciliabilita con qualsivoglia vantaggio accordabile “memedesimo”. Non moltissimi gli esempi nella Storia di questo tipo di “virtuosità” dei leaders; assai di meno nella Storia recente d’Italia. Ergo: fin qui, in questo Partito, possiamo essere umilmente e ragionevolmente certi di essere esempi attuativi di questa parte della sobrietà, necessaria all’esercizio etico della Polis. Qualche maligno osserverà: bella forza!, non avete amministrato ne amministrate niente di pubblico, facile dimosrare sobrietà. Beh, intanto siamo esempio per quanto concerne l’amministrazione di questo Partito; ben accetti gli esempi documentabili in proposito che giungeranno da “fustigatori” e “savonarola” della morale politica nazionale, tanto più nell’ambito del centrodestra. Obbiettivi e fierezza della Fiamma: vigilanza, trasparenza, sobrietà.

2 – Se volessimo essere un po’ tradizionali -qualcuno direbbe “siete antichi”, o peggio, ancor più spregiativo, “siete vecchi”-, un po’ evoliani in questo, dovremmo sostenere che sobrietà del leader si registra in ogni occasione in cui si e’ impersonali: disinteresse, ininfluenza, impermeabilità alle scelte o accadimenti estranei alla linea di vetta che persegue la comunità di popolo o di lotta che si rappresenta. Per essere un pochino più concreti e considerare il teatro della vita odierna, già e’ sufficiente poter riconoscere sobrietà al leader che, pur in conflitto di interessi con la scelta politica che fa la comunità che guida, quantomeno non impone o antepone i suoi interessi a quelli di chi rappresenta: Almirante ne fu esempio in occasione del referendum sul divorzio. Insomma quanto a sobrieta’ chi guida una comunità, tanto più se ci riferiamo al nostro ambito politico che su una serie certa di valori tradizionali (Dio, Patria e Famiglia, per citare gli emblematici e più generalmente accettati nel nostro crogiolo politico), fa leva, sollecita sentimenti, muove impegni e militanza. Senza ipocrisia e menzogna, il comportamento deve essere sobrio, direi inappuntabile: in nome dei menzionati valori si cercano e si raccolgono consensi (si ottiene cosi’ prima rappresentanza e poi anche potere), non si puo quindi razzolare male, e magari sorprendersi che chi ti ha sostenuto non accetti le incoerenze. Pillole di ferragosto, avevo scritto ieri, e perche’ pillole siano, la finisco qui con poche osservazioni sulla “vicenda patrimoniale” del “fu” Alleanza Nazionale, visto che tanta passione ha suscitato nella prima parte dell’agosto nazionale. Premesso che ogni rilievo “di sostanza” in proposito e’ logicamente possibile solo a chi “all’epoca dei fatti” era parte di quella comunita’ politica, il riprorevole e contestabile, da chiunque voglia mettere in discussione sobrietà e addirittura onesta’ dello “stratega”, sta appunto, nel dimostrare se l’alienazione di un bene della comunita e’ avvenuta in condizioni di favore per l’acquirente contro garanzia di condizioni vantaggiose, e magari esclusive, di successivo affitto del bene in oggetto. Ti cedo un bene che tu affitterai solo a chi dico io e alle condizioni che stabiliamo prima della cessione; se questo e’ avvenuto nessuno “stratega” puo salvarsi, non dall’accusa di insufficiente sobrieta’, ma purtroppo dalla deflagrante evidenza di disonesta’. Un leader puo’ chiedere (e siamo gia ai limiti estremi della sobrieta’) ed ottenere dei privilegi, degli omaggi, meglio dei compensi, alla comunita’ che rappresenta, ma la sua dignita’ e’ salva solo se questo avviene nella trasparenza o con l’accondiscendenza della comunita che guida. Anche Fra’ Diavolo e’ stato “brigante leader”, lo e’ stato perche’ e finche’ ha rispettato questo procedere. Altrimenti, se così non e’, si passa alla Storia solo come “brigante”. Ergo: dimostrare se fraudolenza c’è stata prima di denigrare e condannare, altrimenti si deve ammettere di perseguitare al solo fine di screditare: lo fa spesso, questo errore la stampa non può permetterselo un alleato e ancor meno chi quel leader ha seguito per anni o decenni. Per quello che riguarda la nostra comunità di Partito, per quello che riguarda la Fiamma, possiamo solo ribadire che amiamo la sobrieta e difendiamo l’onesta; e in tema di onesta’ ribadiamo che essa richiede il rispetto degli elettori che hanno a magioranza votato per il governo di Berlusconi: solo altre elezioni possono legittare un governo diverso. Anche a prescindere dalla sobrietà. Luca Romagnoli – Segr. Naz.le Fiamma Luca Romagnoli – Segr. Naz.le Fiamma.