FERRARA – Comunicato stampa

25/10/2012
Nel bel mezzo di una crisi , pilotata dalle banche e da quell’elite che ne trae vantaggio, ognuno di noi si ritrova a riflettere con se stesso sulle soluzioni possibili, sulla reazione che dovremmo avere a questa serie di decreti che ci indeboliscono sempre di più. Ci sono realtà lavorative in crescita  e realtà lavorative che soffocate dai costi della mala gestione sono costrette a chiudere i battenti. Ci sono in oltre cittadini che con le spalle al muro reagiscono alla crisi e chi invece la subisce. In tutto questo contesto di cambiamento economico e sociale ci siamo noi, un partito politico fatto di gente comune che fa politica per passione, perché ci crede. Un partito come la Fiamma Tricolore è nell’immaginario comune un partito composto da estremisti, da persone che non sono in grado di pensare autonomamente e che non sono in grado di riflettere e proporre reazioni risolutive a problemi pratici come quello economico di oggi. In realtà il partito è composto da persone comuni, che lavorano in ogni contesto sociale. Siamo impiegati, imprenditori, operai, dipendenti statali. Siamo persone comuni che sono anche in grado, nonostante il già citato immaginario comune, di lavorare spalla a spalla con l’immigrato di ogni nazionalità che ligio al dovere riga dritto e lavora come, a volte meglio, di tanti Italiani imbucati con atteggiamento parassitario. Siamo in grado di essere quegli Italiani che con gli occhi di chi sogna parlano di un’Italia sganciata dalla Banca Centrale Europea che ci dissangua, sogniamo un’Italia indipendente quanto grande, perché di un grande popolo è composta. Siamo altresì in grado di osservarci attentamente e di notare e voler combattere quei mali che ci affliggono. Vogliamo essere Italiani fieri della propria nazione. Non possiamo a questo scopo dunque far finta di niente quando vediamo gli atteggiamenti dei giovani preoccupati solo della scelta del locale adatto al sabato sera e assolutamente disinteressati agli studi e al lavoro. Non possiamo ignorare l’esempio agli occhi del mondo che la nostra classe politica sta dando, tra furti ai partiti e lauree comperate in Albania. Non possiamo non notare e non sentire l’esigenza di un governo che regoli e regolamenti seriamente il flusso migratorio che il nostro paese subisce ogni anno. Più volte ho sentito tra le nostre fila commenti anche esagerati nei confronti di immigrati regolari nel nostro paese. Questa provocazione vuole essere uno spunto di riflessione. Come mai l’Italia è il paese degli sbarchi? Sicuramente non solo per le sue caratteristiche geografiche. Se vogliamo essere un popolo che ha il controllo sulla propria terra allora dobbiamo prima avere un forte controllo delle nostre vite. Tornare ai valori della tradizione: famiglia, lavoro, difesa dello stato sociale. Solo se siamo un popolo che rispetta le regole possiamo pretendere rispetto da chi arriva sulle nostre coste. Mantenere la schiena ben eretta ci può dare la forza e la sicurezza di pretendere rispetto da chi arriva, viceversa non lamentiamoci se chi sbarca vuole fare la bella vita a spese nostre. D’altra parte il messaggio che ogni giorno gli inviano i nostri canali televisivi non rispecchia di certo l’eredità che gli uomini eroici di El Alamein ci avrebbero  voluto lasciare.

Filippo Rocca
Commissario Federale
Movimento Sociale Fiamma Tricolore Ferrara