FOIBE ED ESODO: VERGOGNA NAZIONALE!!!

Chi avrà la pazienza di leggere queste mie riflessioni già conosce l’orrore della pulizia etnica consumata da Tito contro gli italiani ed il silenzio calato per oltre sessanta anni su questa tragedia nazionale, per la complicità dei comunisti italiani con quelli “titini” nel portare a compimento il massacro dei loro stessi connazionali.

Analogo silenzio vi è stato da parte del regime liberal-democristiano che al soldo degli alleati americani ed inglesi sostennero sotterraneamente Tito in quanto si era rivoltato contro l’Unione Sovietica.

La tragedia dei martiri ed esuli di Fiume, Istria e Dalmazia è stata una vera e propria catastrofe nazionale. Mi domando pertanto chi abbia la responsabilità di avere provocato o favorito anche involontariamente la tragedia degli italiani infoibati, la distruzione e la fine della Venezia Giulia, l’esodo di oltre 350.000 connazionali  accolti in Italia con ostilità dai comunisti nonché della questione di Trieste.

Certamente il maggiore responsabile della perdita dell’Istria occidentale fu il maresciallo Alexander  che volutamente non entrò con le sue truppe in tutte le cittadine della costa che avrebbe potuto occupare nel giugno 1945.  Come mai occupò Pola e tuttavia la perdemmo? Si trattò di un destino a noi avverso essendo il nostro popolo situato al confine tra tre mondi: il latino, il germanico e lo slavo? L’invidia verso un popolo intelligente che ha prodotto cultura e ricchezze suscitando le brame altrui? Oppure la colpa è della posizione geografica, preziosa per le Nazioni che aspirano ad uno sbocco sul nostro caldo mare Adriatico che s’infiltra nel cuore dell’Europa?  Desidero capire!

Anno 1951: guerra fredda, conflitto coreano in corso, Stalin rivolge le sue ambizioni verso l’Europa , l’Albania sovietizzata condanna a morte numerosi jugoslavi con l’accusa di essere spie. Non si esclude la possibilità di un attacco russo alla Jugoslavia, gli USA le forniscono gli aiuti economici  necessari per le conseguenze di una disastrosa annata agricola. L’America avrebbe potuto anche armare massicciamente le 30 e più divisioni di Tito in caso di operazioni offensive contro la Russia. Era evidente che una situazione del genere non giocasse a favore dell’Italia uscita dalla sconfitta. La pulizia etnica operata da Tito dal 45 sino a quel momento, non conveniva denunciarla a nessuno dei citati protagonisti dello scacchiere balcanico.

Sin dal 1944 i governi italiani al soldo dei nemici dell’Italia in guerra, avevano ripudiato l’azione condotta dal fascismo in campo internazionale per oltre vent’anni. Il 22 giugno 44 si condannava l’aggressione, definita “fascista”, alla Jugoslavia.  Ecco una prova che i primi a non difendere gli interessi italiani nelle terre “irredente”  erano proprio i governi italiani che dimostravano grave cedimento e quindi sostanziale disinteresse per la sorte dei nostri connazionali nelle terre soggiogate da Tito.

Il 18 settembre 1944: il Presidente del Consiglio Bonomi si congratula con Tito per la “liberazione” di Belgrado e Tito nemmeno risponde, occupato come era ad infoibare gli italiani in quanto era ormai in atto la distruzione della Venezia Giulia. Quindi mentre l’Italia perde la guerra, i suoi figli migliori cadono valorosamente sotto il piombo nemico, in Istria, Dalmazia e lungo tutta la costa orientale sotto il tallone di Tito si massacrano gli italiani innocenti ed il governo italiano si congratula con Tito.

A mio avviso basterebbe fermarsi qui per capire di chi sono le vere responsabilità della tragedia consumatasi nelle voragini carsiche.

Contemporaneamente il filosofo Croce, che ha potuto continuare indisturbato a fare l’antifascista in pieno regime fascista senza essere perseguitato ed il suo degno compare Sforza facevano discorsi di esaltazione della nascente democrazia.

Il nuovo governo italiano si umiliava cercando di instaurare rapporti diplomatici con la Jugoslavia e Tito per nulla si curava d’instaurare trattative con il governo italiano pseudodemocratico.

Il 20 dicembre 45 Tito dichiarava che non era possibile allacciare relazioni con l’Italia in quanto Stato vinto che non aveva ancora dimostrato un sincero rammarico per l’aggressione fascista né aveva riconosciuto i danni da essa arrecati alla Jugoslavia cercando con un tentativo insostenibile, di addossarne la colpa a Mussolini.

Mi fermo qui! Ho capito che quanto è successo porta alla responsabilità diretta degli americani, degli inglesi, dei traditori che fonderanno la repubblica italiana nata dalla resistenza e soprattutto dei comunisti italiani e dei liberal-cattolici-democristiani  tutti interessati a nascondere la loro vergognosa responsabilità di quanto accaduto.

Il 4 novembre 1954 Trieste è tornata all’Italia, il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, in visita ufficiale, appunterà sul gonfalone della città la medaglia d’oro.  Con l’accordo raggiunto era chiaro che l’Istria sarebbe stata abbandonata per sempre in quanto già inglobata tra la Jugoslavia e la Croazia,  abbandono che sarà definitivamente sancito, dopo ventun anni, con il trattato di Osimo nella quasi totale indifferenza delle forze politiche italiane.

Cala il sipario su di una pagina infame della Storia Patria.

lapide foibe personalizzata

Personalmente provo disgusto verso l’attuale regime nato dall’infamia, dal tradimento e dal sangue di tanti innocenti sacrificati per quei venduti allo straniero i cui degni figli oggi vorrebbero omologarci in una pseudo democrazia ancora intrisa dell’odio verso i traditi.

Gabriele Leccisi