FORLÌ – Piscinopoli?

Ho segnalato recentemente che nella piscina di Forlì alcuni sono scontenti per le nuove regole. Queste impediscono di depositare le proprie borse (contenenti vestiti, documenti, soldi, chiavi dell’auto ecc.) all’interno della zona delle vasche, vicino ai bordi delle pareti. La motivazione di questa nuova regola imposta dai nuovi gestori è: non è igienico e l’AUSL non lo permette. Domenica pomeriggio sono andato a nuotare nella piscina comunale di Ravenna, ho i capelli lunghi circa 1 cm., non ho indossato la cuffia e la cosa non è stata censurata da nessuno della gestione. Idem per quanto riguarda la mia borsa: l’ho depositata sopra un tavolo posizionato vicino alla vasca (in modo da tenerla d’occhio mentre nuotavo) insieme a tante altre. In Romagna Forlì è sempre stata una città anomala e questa ne è l’ennesima conferma. A Forlì i gestori della piscina dicono che la richiesta della regola parte dall’AUSL. Questa è la stessa AUSL che c’era 10 anni fa? Dieci anni fa quando Fangopoli non esisteva ancora? Quando qualcuno “sembra” avesse la passione di “concimare” i nostri campi coltivati con fanghi tossici? Quando qualcuno forse “sversava” liquami vari nel fiume? Beh, poi è arrivata Fangopoli, che ormai tutti hanno dimenticato e invece sarebbe interessante sapere la verità su Fangopoli e magari anche i nomi di quei “signori” dell’AUSL, che prima dello scandalo hanno fatto dei “meticolosi” controlli agli indagati, ma in quei momenti tutto era in… regola.

(Andrea Mantellini – Cons. Circoscrizione 1 – MS-Fiamma Tricolore)