ROMA – MISURE

Il governo italiano sta mettendo a punto ulteriori misure anticrisi, tra le quali, aiuti “verdi” per auto, “componentistica” ed elettrodomestici a consumo ridotto di energia, compresi gli incentivi per la rottamazione delle auto, che saranno presentate il prossimo 6 febbraio al Consiglio dei Ministri. «In Italia – ha spiegato il ministro per le Politiche comunitarie Andrea Ronchi – il parco auto è uno dei più vecchi d’Europa e le misure che stiamo per presentare avranno un impatto molto positivo anche sul fronte ambientale». Il Ministro ha anche precisato come nel piano anticrisi «non si tratti solo di aiuti al settore dell’auto, ma anche di misure tese a rilanciare i consumi», evidenziando come tale piano «è coerente con le linee guida sugli aiuti di Stato della Commissione Europea». Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha inoltre sottolineato che il governo mira ad attivare risorse per «40 miliardi di euro che potranno arrivare a 80 miliardi con l’aiuto dei fondi europei e delle regioni», oltre gli interventi sopra ricordati. Peccato che tali aiuti siano rivolti ai soli noti privilegiati, tanto per socializzarne le perdite quando non hanno (o eclissano…) utili da privatizzare: ora forse la Fiat e qualche altra industria italiana prometteranno di non licenziare o mettere i loro dipendenti in cassa integrazione, scivoli, mobilità e quant’altro, per qualche mese? Peccato che prima di “consumare” e far ripartire l’economia, occorra avere in mano i denari necessari, a meno di fare ricorso all’usurario credito al consumo, gioia e delizia per le banche e gli speculatori finanziari, tanto per indebitare un altro po’ le famiglie italiane, come se non lo fossero già a sufficienza. Perché non sono stati attuati degli sgravi fiscali, almeno parziali, sulle tredicesime e, in generale, sulle retribuzioni, anziché ricorrere alla miseria della “social card”? Forse perché, tra tante misure e provvedimenti, prima di quelli in soccorso di comuni cittadini, erano più urgenti e opportuni quelli che accontentavano gli appetiti di industriali amici, e magari anche Veltroni e compagni tramite la legge truffa per le elezioni europee con sbarramento al 4%. In quest’ultimo caso, inoltre, il centro-destra cerca di cogliere due obiettivi: quello di levarsi di torno reciprocamente tanti piccoli rompiscatole parlamentari, con un meccanismo in disprezzo delle “eguaglianze” costituzionali e del quale non c’era alcuna necessità e, tanto meno, urgenza, e quello di avere come contropartita dai “compagni” un tacito via libera per qualche altra “impresa” legislativa, probabilmente nei campi minati della giustizia, delle emittenti radiotelevisive e della relativa Commissione di Vigilanza. Già, perché qualsiasi provvedimento che serva a consolidare le proprie posizioni di potere e di privilegio, in spregio della pluralità, della rappresentatività, delle vere “pari opportunità” per tutti e in danno del tartassato e vilipeso popolo italiano, come l’aumento dello stipendio di ben 1135 € per i parlamentari, votato (ovviamente) all’unanimità nello scorso novembre, diventa urgente e condiviso “bipartisan”. Non può nemmeno essere un caso che il Bel Paese sia irriso anche all’estero (vedi recenti questioni delle estradizioni negate da Francia e Brasile e del boicottaggio dei lavoratori italiani in Gran Bretagna), in quanto mostra inadeguatezza, inefficacia, superficialità e incompetenza nelle massime istituzioni. Sapranno finalmente i cittadini ed elettori chi (non) votare alle prossime consultazioni? (Roberto Bevilacqua – V.Segr. Nazionale MS-Fiamma Tricolore)