Il piano Kalergi per l’Unione Europea

Quei complessi fenomeni che oggi la propaganda mediatica vorrebbe far apparire falsamente come un qualcosa di inevitabile nella storia, ad esempio l’immigrazione di massa le cui cause sono abilmente celate dal Sistema, sono in realtà frutto di un piano studiato a tavolino e preparato da più di mezzo secolo per distruggere completamente la cultura, le tradizioni e il volto stesso dell’Europa. Uno dei principali ideatori del processo d’“integrazione” europea fu anche colui che pianificò di fatto l’annichilimento programmato dei popoli europei. Si tratta del boemo Richard Nikolaus di Coudenhove Kalergi, figlio di un diplomatico austro-ungarico e di una nobile giapponese, personaggio probabilmente quasi sconosciuto alla grande massa, ma che i potenti considerano come il padre fondatore dell’Unione Europea. Egli muovendosi dietro le quinte, lontano dai riflettori, riuscì ad attrarre nelle sue trame i più importanti capi di stato, che si fecero sostenitori e promotori del suo progetto, e nel 1922 fondò a Vienna il movimento “Paneuropa”, descritto nell’omonimo libro, che mirava all’unificazione europea costituente il primo passo verso l’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale basato su una Federazione di Nazioni guidata dagli Stati Uniti. Fra le due Guerre Mondiali, con l’ascesa dei movimenti nazionali in Europa, tale piano subì una battuta d’arresto e l’unione Paneuropea fu costretta a sciogliersi; ma dopo il 1945 Kalergi, grazie a una frenetica e instancabile attività, nonché all’appoggio di Winston Churchill, della loggia massonica B’nai B’rith (in ebraico “figli dell’alleanza”, fondata a New York nel quartiere di Wall Street) e di importanti quotidiani come il “New York Times”, riesce a far accettare il suo progetto al Governo degli Stati Uniti che vede in esso il mezzo più idoneo per imporre l’egemonia statunitense sui nuovi territori occupati, già martellati da massicci e intensi bombardamenti, guarda caso, anche su città d’arte e cultura come Dresda, Firenze e Venezia, ed eliminare definitivamente il Vecchio Mondo, sia come concorrente commerciale, sia come rivale politico. Agli europei però bisognava far credere che la piovra che stava per stendere i suoi tentacoli sulle loro teste fosse frutto di una libera volontà e non imposta dall’esterno con la forza. Questo progetto di federalizzazione degli Stati, avente come meta finale la mondializzazione, faceva sì che in un’“Europa unita” la Germania non rappresentasse più una minaccia, poiché gli “Stati Uniti d’Europa” non miravano a essere una federazione di popoli, ma un’unità sterile, cementata solo da scambi commerciali tra nazioni private della loro sovranità e demilitarizzate: in pratica un’unica entità costituita da Stati di fatto non più sovrani. Il piano ideato inizialmente nel 1944 da Henry Morgenthau Jr. (Segretario al tesoro statunitense sotto la presidenza Roosevelt) aveva lo scopo di convertire la Germania in un paese a vocazione soprattutto agricola e pastorale, tramite misure drastiche, quali la divisione in due stati indipendenti, l’internazionalizzazione o annessione alle nazioni vicine dei principali centri industriali ed estrattivi tedeschi, comprese le zone della Saar, della Ruhr e della Slesia Superiore, lo smantellamento di tutta l’industria pesante e una forte limitazione nella produzione dell’acciaio, che si risolsero nella diffusione di fame e malattie tra la popolazione tedesca, al punto da provocare l’intervento di organizzazioni umanitarie. Pertanto, anche per effetto delle pressioni di Churchill, il piano Kalergi sostituì quello Morgenthau e l’Europa si apprestò a diventare un grande mercato con una moneta unica dove tutte le frontiere sarebbero state abolite. Una volta aperte le porte dell’immigrazione i Popoli del Vecchio Continente sarebbero stati poco a poco cancellati, sommersi da un fenomeno immigratorio incontenibile e inarrestabile che avrebbe finalmente spazzato via dalla storia non solo gli odiati tedeschi ma tutti i Popoli europei con le loro specificità e peculiarità, sostituendoli con masse di meticci incapaci di ribellarsi al nuovo Governo Mondiale. Kalergi avrebbe così realizzato il suo sogno che portava avanti sin dagli anni venti. Riflettendo attentamente, sembra proprio che il piano Kalergi si sia alla fine realizzato: gli europei, sommersi da orde di immigrati afro-asiatici, sono naufragati nel meticciato. I sistemi di “informazione multietnica” hanno plagiato e convinto a rinnegare le proprie origini e identità etniche. È più che mai necessario in questi tempi reagire alle menzogne del Sistema: é stata, è e sarà la battaglia del sangue contro l’oro. No all’Europa di Kalergi, del gruppo Bilderberg, della Banca Centrale Europea e dei mercanti, sì all’Europa dei Popoli e delle Nazioni, riaffermandone le Tradizioni.
29 dicembre 2012 (Saverio Galeotalanza/Roberto Bevilacqua)