Il ricordo di Giorgio Almirante del nostro Segretario Provinciale di Catania, Pino Manoli.

Camerati, il 22 maggio del 1988 moriva a Roma Giorgio Almirante.  A nulla valse un urgente intervento chirurgico svoltosi a Parigi poco tempo prima. Combattè fino all’ultimo e si spense serenamente, amorevolmente assistito dai suoi cari, idealmente sostenuto fino all’ultimo da tutti i camerati del tempo. il 13 dicembre del 1987, causa l’aggravarsi delle condizioni di salute, lasciò la Segreteria ed il 24 gennaio del 1988 fu eletto Presidente del Movimento Sociale dalla maggioranza assoluta del Comitato Centrale. Egli non mancò mai di essere vicino a tutti noi, alla sua gente, all’Idea per la quale aveva combattuto, pagandone di persona le conseguenze, senza mai nascondersi, rispettando tutti e da tutti ricambiato. Amava Catania e da essa  fu sempre fortemente ricambiato; egli non mancava mai di definire la città come ..“la luce delle mie pupille”; fu sempre presente tra di noi, fin quasi alla fine, come quando nell’estate del 1987 tenne uno dei suoi ultimi comizi a Nicolosi.  Poi la malattia già incombente non gli diede scampo fino a quel triste 22 maggio 1988.  Per un tragico scherzo del destino, il giorno prima era deceduto Pino Romualdi; si decise quindi di eseguire le esequie comuni presso la chiesa di Sant’Agnese in Agone a Roma.  I feretri furono accolti da migliaia di persone accorse da ogni parte d’Italia, presenti anche il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga ed il sindaco di Roma Nicola Signorello. Giorgio Almirante fu sepolto nel Cimitero del Verano, tra gli uomini che come lui hanno dato lustro all’Italia, in un sepolcro donato dal Comune di Roma. In questa triste ricorrenza vorrei ricordarlo con una delle sue tantissime frasi, mai banali ma sempre piene di saggezza e profondità di pensiero: “Se volete un motto che vi ispiri e vi rafforzi, ricordate: Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai”. R.I.P.

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