Intervista a Luca Romagnoli su ‘Gens Italica’

In allegato il pdf completo della rivista. L’intervista è nelle pagine 28-29-30 NB Attendere lo scaricamento del pdf

L’INTERVISTA

On. Luca Romagnoli, Segretario nazionale M.S. Fiamma Tricolore.

Nato a Roma, nel 1961, coniugato con un figlio di tre anni. Docente di Geografia presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Iscritto al MSI dal 1976 (al FdG dal 1975). Aderisce al MS Fiamma Tricolore il 27 gennaio 1995. Prima dirigente locale, poi regionale e nazionale, è Segretario Nazionale della Fiamma dal dicembre 2002. Parlamentare Europeo per l’intera legislatura 2004-2009. Hobby: oltre alla politica (quindi in pochi ritagli di tempo), immersione con autorespiratore, fotografia, parapendio.

D. Onorevole Romagnoli, lei è Segretario nazionale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, come sta in salute il suo movimento?

R. Ottimamente se parliamo in termini di proposta politica e serietà di chi la rappresenta ed interpreta nel territorio. Ottimamente se ragioniamo in termini di quello che è il consenso potenziale che possiamo vantare e potremmo raccogliere se il sistema, da un lato politico istituzionale dall’altro dell’informazione, non facessero della nostra propaganda (peraltro povera di mezzi) e della nostra militanza, gli unici strumenti, l’unico sistema per far conoscere le nostre proposte. Proposte che “stupide” non sono, visto che da più parti e da anni spesso vi si attinge (senza obbligo di “citare la fonte”, cosa di cui ovviamente si guardano bene, a destra come da sinistra).

D. La “destra” italiana ha subìto negli ultimi anni una vera e propria diaspora, è possibile una sua ricomposizione?

R. Prima che possibile è auspicabile, è l’unico modo per confrontarsi con il “sistema” che sta macinando tutto e tutti nella gran tramoggia del disgusto e dell’indifferenza, oppure prende di volta in volta pagando prezzi irrisori quel tanto che basta dalla”destra” italiana. Per ricomporre la diaspora basterebbe un po’ di rispetto ed equa rappresentanza per tutte le componenti e una intelligente (non basta giusta), azione politica. Anche un po’ di coraggio, lasciando a casa chi non sa adeguare militanza e ricerca del consenso al XXI secolo. Senza assurdi “mea culpa”, che abbiamo già visto da che pulpiti sono venuti e cosa hanno prodotto, ma anche senza ricercare in temi di retroguardia o in anacronisticici strumenti – a mio avviso assolutamente desueti-, per la lotta politica, le chiavi del proselitismo e del consenso. Aristotele e tutte le culture che hanno basato la loro filosofia sulla ciclicità del tempo, hanno dimostrato con facilità come questo si divide tra passato e futuro: dunque facciamo dell’inconsistente presente qualcosa di agganciato al futuro se cerchiamo prospettive. Altrimenti, la politica del o per il ”passato” non serve. Serve, comunque, dal passato, trarre i valori immortali e non transeunti, perché questi rimangono, o dovrebbero rimanere, tali in ogni concezione del tempo e della politica.

D. Il suo partito si appresta, il 4 marzo a Milano, a manifestare contro il governo Monti, da voi definito “governo dei banchieri”. Può spiegarcene, sinteticamente, le ragioni?

R. Intanto non esistono governi “tecnici”: i politici si avvalgono dei tecnici, se veramente derogassero a loro sarebbe necessaria una riforma del sistema tale da eleggere parlamenti e formare governi di tecnici. Questo governo si regge sul supporto politico di PD, PDL e UDC (Terzo polo, mi sembra assai temerario, visto il peso delle altre due componenti). Fa ridere che il nuovo “compromesso storico”, abbia arruolato pure il PDL; potevano almeno salvare le apparenze astenendosi dal sostegno. Invece hanno dimostrato di essere nel pieno solco delle logiche “euroiste” (non manca la “pe”, mi riferisco all’idolatrazione dell’euro e dell’attuale UE) di Napolitano e di tutto il centrosinistra europeo. Proprio così quel centrosinistra europeo che al pari di quello italiano li schifa, dilegia, offende (e insieme a loro l’intera italianità) da anni. Bah, fatti loro. Governo dei banchieri? Certo si è mai visto un governo che per liberalizzare mette a punto un folle decreto che non intacca gli interessi, le prerogative medievali ed usurarie dei grandi monopoli bancario-assicurativi ed invece se la prende con tassisti, farmacisti e libere professioni? È pensabile che per ridurre il costo dei farmaci la soluzione sia di aumentare il numero delle farmacie, piuttosto che stabilire un regime di prezzi controllato ed imposto all’industria, riattivare la ricerca e soprattutto la produzione, ad esempio dei farmaci salva vita, dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze? È intelligente scaricare sulla categoria degli artigiani tassisti l’inefficienza del trasporto pubblico nelle grandi città ed espropriarli di un valore (la “licenza”), che è stato acquisito a suon di milioni di (lire) o centinaia di migliaia di euro, magari indebitandosi? Potrei continuare…

D. Lei è stato parlamentare europeo dal 2004 al 2009, come giudica il calo verticale di consenso degli italiani verso le istituzioni europee?

R. Giustificatissimo: in Commissione e Consiglio non abbiamo mai contato granché, in Parlamento Europeo, pur nella limitatezza dei suoi poteri e competenze, rispetto agli altri due organi di governo dell’Unione, siamo stati quasi sempre (non tutti, ma certo la schiacciante maggioranza), proni agli interessi franco-tedeschi. Le rarissime volte che questo non è avvenuto o ci hanno schiacciato con la forza dei numeri (dopo averci anche ridicolizzato), o hanno “rispedito” il problema in Commissione e Consiglio e, con piccole variazioni hanno poi fatto passare quello che meglio rispondeva ai loro interessi. Un esempio: poco prima della fine della mia legislatura ci fregarono pure sullo “zuccheraggio dei mosti”; proprio a Noi! all’Italia, tra i primi produttori al mondo! E poi l’euro. L’Euro è stata una vera mascalzonata, un salasso che mercé la compiacenza di abili mascalzoni della politica nazionale, massimi rappresentanti dell’Italia all’epoca, ha prodotto prima sacrifici per “l’allineamento”, poi l’accettazione di un cambio da usura euro-lira, quindi la perdita del potere d’acquisto dei cittadini di quasi il cinquanta per cento! Se mai di europeismo vogliamo parlare non potremo mai accettare l’Unione basata su una banca vuota, fasulla come la BCE.

D. Non crede che la Germania stia imponendo una sorta di dittatura, seppure soft, su l’Europa continentale?

R. La Germania è una grande Nazione e coltiva i suoi interessi vitali e svolge il suo ruolo geopolitico sull’Europa continentale. Siamo noi latini, l’Italia in primis, che non sa interpretare da decenni il suo ruolo ne in termini di macroeconomia ne di difesa dei suoi interessi, ne di geopolitica, che avrebbe dovuto impostare sul Mediterraneo, e sul Vicino Oriente e sull’Africa (ove i cinesi sono in piena “colonizzazione”).

D. La campagna elettorale per le presidenziali in Francia mostra, secondo i sondaggi, una forte ascesa di Marine Le Pen, che propone ai francesi un referendum per l’uscita dall’euro. Che ne pensa?

R. I migliori auguri, per noi il referendum per l’uscita dall’euro è impossibile, così come lo è stato l’entrata, o lo è il bieco trattato di Lisbona. Incostituzionale! Se ne devono occupare le Camere! Eccolo il nodo gordiano: la Costituzione Italiana. Inadeguata, scioccamente vincolante e anacronistica, da riformare, riscrivere, rifare.

D. La Fiamma Tricolore ha costituito di recente una ”alleanza dei movimenti nazionali europei”. Quali scopi si prefigge?

R. Cooperare per difendere in questa unione che non ci piace valori tradizionali e nazionali e battersi per un Europa delle Patrie, politica e degli ideali, libera dagli interessi antipopolari e antieuropei, certamente libera dagli interessi della finanza apatride.

D. Il tema dell’immigrazione è da sempre un vostro cavallo di battaglia. Come intendereste contrastarla se foste al governo?

R. Respingimento immediato alle frontiere di chi non ha titolo d’ingresso. Azzeramento delle quote annuali di ingresso e moratoria per almeno 5 anni. Revisione totale dei criteri di asilo e dei permessi di entrata e soggiorno. Tassazione delle rimesse all’estero. Revisione del sistema contributivo e dei diritti di godimento nei Paesi d’origine. Controllo sulla residenzialità. Regime fiscale, sanitario e dell’istruzione senza privilegi rispetto ai cittadini italiani. Norme e burocrazia senza vie preferenziali (ad esempio nel commercio ambulante). Processo immediato (“all’inglese”) e Rimpatrio immediato nei Paesi d’origine (ai quali applicare sanzioni se non collaborano). Taglio di ogni contributo pubblico (da Comuni, Provincie, Regioni) ad enti o associazioni o simili che si “occupano” dell’accoglienza dei clandestini: uno Stato che dir si voglia non lascia al “privato” e alla “beneficienza” (che poi chiede e ottiene sostegno), la gestione di chi entra clandestinamente.

D. Altro tema “caldo” che vede da sempre la Fiamma Tricolore in prima linea è quello della sicurezza. La gente è impaurita e arrabbiata per fatti criminosi, anche gravissimi, a cui poi non corrispondono pene conseguenti e adeguate alla gravità dei fatti. Cosa proponete?

R. Intanto l’ordine sociale richiede investimenti in strutture e uomini. Da troppi anni vedo forze di polizia e carabinieri malpagati, umiliati, addirittura malvestiti ed equipaggiati. In proposito la polizia italiana rispetto a quella francese appare più simile a quella egiziana, che senza offendere nessuno, non credo possa pretendere dallo Stato le risorse che in Italia dovremmo mettere a disposizione. Piuttosto si riduca fortemente, se non si azzeri l’impegno militare all’estero e si ri-orientino le risorse sull’Interno. Altro problema è la giustizia. Abbiamo più volte sostenuto che separazione delle carriere, responsabilità civile riformata, semplificazione dei codici e delle procedure, riordino ed eliminazione delle conflittualità istituzionali e legislative, sono le prime priorità, anche se è giusto notare che la struttura amministrativa ed organizzativa è fatiscente ed inadeguata in gran parte dei tribunali italiani.

D. Ultimo libro letto?

R. Purtroppo ho la brutta abitudine di non leggere un libro alla volta fino alla fine. Leggo un po’ di uno e un po’ dell’altro diversamente alternati nei ritagli di tempo. Ho da poco finito: AA.VV., Araldo di Crollalanza, a cura del gruppo MSI-DN del Senato della Repubblica, Roma, Comp-Grafica, pp. 439, 1988,; R. Cipresso e G. Negri, Vinosofia, Piemme ed, Trento, pp398, 2011. Sto rileggendo: R. Sideri e M.M. Merlino, Strade d’Europa, Roma, ed. Settimo Sigillo, pp. 2006

ALLEGATO: GENS CINA.pdf