ISOLA D’ELBA – ‘Ma quel mega porto a Piombino non è impattante?’

MA QUEL MEGA PORTO A PIOMBINO NON E’ IMPATTANTE?

di Maurizio POLI (Movimento sociale Fiamma tricolore isola d’Elba)

Siamo arrivati così alla terza puntata del concorso “chi la racconta più grossa”. Questa settimana i partecipanti sono: l’assessore regionale Ceccobao, l’Esaom e Futuro Libertà.

Andiamo con ordine:

1) Quando l’ assessore regionale ai trasporti ed infrastrutture della Regione Toscana Luca Ceccobao, nel settembre dello scorso anno, annunciava che stava lavorando a una legge per creare una Authority per i porti di interesse regionale al fine di essere più tempestivi per la nautica e il mare e che la Regione intendeva “sviluppare il suo ruolo di spinta innovativa verso progetti di nuovi porti” che avrebbero costituito, diceva, un chiaro elemento di sviluppo locale, confesso che iniziai a preoccuparmi. Pensai: chissà cosa ha in mente ancora la Regione Toscana per affondare ancora di più l’Elba? Poco tempo dopo dovetti ricredermi quando la stessa Regione dette via libera al progetto del Comune di Portoferraio per la realizzazione del così detto “water front”. Due nuovi piccoli porti, nuove infrastrutture, sempre garantendo “nessun impatto ambientale”. Mi sentivo soddisfatto perché finalmente anche all’isola, sulla nostra isola, si potevano realizzare strutture portuali per lo sviluppo del turismo nautico oggi sofferente. Ma mi ero illuso. Ecco infatti in questi giorni che dopo la carota arriva il bastone. Si creano all’ Elba nuovi posti barca? Allora a Piombino si progetta un porto turistico faraonico per ben 800 imbarcazioni oltre ad infrastrutture fantascientifiche da far impallidire persino gli arabi di Dubai. Enorme impatto ambientale? Chi se ne frega! Ma l’assessore regionale non diceva di voler realizzare un “sistema di porti sostenibili per l’ambiente” aggiungendo che era “necessaria una capacità progettuale che inserisca le nuove strutture portuali in un ambiente di valore”? Scusatemi ma non mi pare Piombino risponda a questa caratteristica. Chi se ne frega, avranno pensato. Anzi, tirano in ballo la legge “Burlando” così tra meno di 60 giorni potranno chiudere la procedura e realizzare l’opera molto prima degli elbani. Possibile non ci si renda conto che la realizzazione di questa opera megagalattica affonderà non solo l’Elba, ma tutto l’Arcipelago toscano? La sparava grossa l’ assessore quando si dichiarava convinto che per la progettazione di nuovi porti era necessario un lavoro di concertazione con tutti i soggetti interessati, dagli enti locali alle associazioni, affinché la stessa potesse corrispondere a criteri di compatibilità ambientale e sviluppo dell’area costiera! Concertazione con chi?

2) quando ho visto il camion caricare sul cassone i famigerati blocchi di “inerti” depositati da anni sul piazzale dell’Esaom e trasferirli in una buca poco distante dove, man mano, si stava creando una collinetta di terra (?) , ho pensato che finalmente, dopo mesi dall’ annuncio, L’Esaom aveva iniziato l’opera di bonifica dell’ area. Ma il mio sospiro di sollievo è durato solo l’arco di pochi giorni. I lavori si sono già fermati. Sembra perché il materiale usato per coprire i blocchi accatastati nella grossa buca è più inquinato e pericoloso di quello contenuto negli stessi blocchi! Come si suol dire: dalla padella alla brace. Ora vuoi vedere che va fatta la bonifica della bonifica? E i blocchi probabilmente resteranno ancora lì altro tempo, continueranno a sfarinarsi e al primo vento continueranno a lasciare nell’aria la loro polvere “inerte”.

3) la sparano grossa anche gli amici di Futuro e Libertà dell’Elba. Rimarcano “con forza” di essere il vero centro-destra. Difficile credere che un movimento sia di destra quando si imparenta con i vari Casini, Rutelli e Lombardo! Così come è difficile credere nell’affermazione di “fare del concetto della legalità un’etica pubblica, il rispetto di tutte le regole”, quando il loro leader Gianfranco Fini, un tempo esponente della destra italiana, oggi nega fermamente di avere, solo pochi mesi fa, assicurato in televisione e sulla stampa che avrebbe immediatamente rassegnato le dimissioni dalla presidenza della Camera dei Deputati qualora fosse risultato (come è risultato) che il proprio cognatino aveva “sorpreso la sua buona fede” in merito alla proprietà dell’appartamento di Montecarlo. Tutto ciò sembra cozzare violentemente contro legalità, etica pubblica e rispetto delle regole. Che invece sono i veri valori della destra che io mi onoro di rappresentare sul territorio.

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