La Fiamma contro l’immigrazione per la priorità…

La Fiamma contro l’immigrazione per la priorità agli italiani

L’Italia è spesso il Paese dei tabù, vestiti tra l’altro di una ipocrisia che farebbe paura anche ai meno ragionevoli ma con pur un po’ di senno. Fra questi tabù che limitano il dibattito pubblico vi è il tema dell’immigrazione. È difficile riuscire ad affrontare questa tematica, che è una problematica sociale per il Paese, con degli interlocutori intellettualmente onesti e che non scadano nel relativismo del politicamente corretto. Senza timore di scomuniche massmediali, ma per onestà intellettuale ai sostenitori della società multietnica, maturata dal processo in corso di globalizzazione, vogliamo porre due quesiti. Il primo di natura sociale, ovvero in base a quale criterio si può e si deve organizzare una società multietnica? Mentre il  secondo quesito è di natura etico, ovvero in base a quale principio una società multietnica sarebbe migliore? È evidente che qualsiasi esercizio delle facoltà razionali non può portare a risposte soddisfacenti queste domande, se non scadendo nella xenofobia da un lato e nell’universalismo cosmopolita dall’altro. Entrambe due posizioni assolutamente da rigettare in quanto non presuppongono alcuna analisi né soluzione al problema. La risposta invece è possibile riscontrarla vivendo con onestà intellettuale la quotidianità. L’immigrazione non è una risorsa per l’Italia ma è sovente un danno. Questi continui flussi migratori nel nostro Paese, infatti, finiscono sempre per alimentare criminalità, disordini ed insicurezza. Il dato della presenza di criminali stranieri nei nostri penitenziari, ovvero ben il 40% della popolazione carceraria, è l’evidenza di quanto affermato. Ma l’immigrazione non ha solo aumentato il tasso di criminalità nelle nostre strade, il fenomeno dell’immigrazione in questi anni ha favorito anche l’immissione nel mercato del lavoro di una enorme quantità di lavoratori sottopagati e senza regolare contratto di lavoro. Una nuova forma di schiavitù che non risolve le condizioni di vita dello straniero ed aggrava pesantemente la questione sociale italiana. Occorre, pertanto, reagire con decisione per contrastare questo fenomeno con politiche che mirino all’espulsione immediata di tutti i clandestini presenti sul territorio ed alla chiusura delle frontiere fino a quando non vengano ridisegnati gli accordi della Convenzione di Schengen. Parallelamente occorre ridare priorità agli italiani nelle liste d’attesa per l’assegnazione delle case popolari e degli asili nido, garantire il rispetto dei contratti di lavoro ed incentivare la pratica dell’apprendistato per introdurre i giovani italiani nelle piccole e medie imprese e per recuperare quelle professionalità che si stanno perdendo non perché gli italiani non vogliano più farle, ma perché gli italiani non sono più garantiti negli stipendi e nei diritti.

On. Luca Romagnoli – candidato premier per il MSI-Fiamma Tricolore