Le ragioni di una scelta – Un intervento di Bela Kovacs, responsabile esteri per Jobbik – Attività in Europa.

Uno scritto per riassumere un pensiero e uno stile che deve essere diverso oppure non è nulla. Dedico quanto sotto a chi lavora per la Fiamma Tricolore degli italiani. Lo dedico anche a quelli che non militano nel nostro Movimento per i più svariati motivi ma che si sentono parte della nostra comunità. Siete avvisati…………………. Le ragioni di una scelta Ho già avuto modo di analizzare la situazione politica attuale e i risultati ottenuti dalla Fiamma Tricolore nell’ultimo periodo, oggi mi pare opportuno pensare al da farsi con un programma di lavoro che deve (come minimo) arrivare al 2013/2014 tenendo conto della relativa “calma elettorale” dei prossimi anni. A mio avviso sarà necessario ribadire, per l’ennesima volta e per evitare ogni tipo di equivoco che noi siamo la continuazione ideale, storica e politica dell’M.S.I. Se non si parte da questo presupposto rischiamo di confonderci con una galassia di sigle, partiti e movimenti che popolano l’area politica della quale anche noi (ahimè) facciamo parte. Noi non possiamo essere estremisti o extraparlamentari per scelta, non abbiamo mai abiurato o rinnegato nulla di nostro o dei nostri padri, noi abbiamo invece scelto la via della rappresentanza elettorale e democratica per affermare i nostri valori, sempre noi abbiamo scelto l’ordine contro il caos, l’anarchia e l’illegalità. Come ho sempre rifiutato l’omologazione con il pensiero liberale e liberista non accetto di vedere messo sullo stesso piano il nostro Movimento con altri che si auto-ghettizzano, confinati in piazze blindate a dimostrare in dieci persone circondate dalla polizia e dai “compagni” passando così solo per disturbatori dell’ordine pubblico. Non posso accettare di essere confuso con quelli che organizzano 2 o 3 volte all’anno delle commemorazioni di reduci (quelli “veri” però non ci sono più!) e che discutendo delle grandezze del passato si riempiono la pancia per tornare il giorno dopo a fare assolutamente nulla di significativo. Parimenti non posso accettare di essere associato a gruppetti di ragazzi che, per rifiutare il conformismo, si agghindano in maniera bizzarra e assolutamente aliena dalla nostra cultura e Nazione omologandosi così all’ idiota politico brutto e cattivo che tanto piace ai nostri avversari. In sintesi: io rifiuto ogni assimilazione con l’immagine del neofascista che dopo 65 anni di stupidaggini sul ventennio è diventata lo stereotipo con cui noi tutti veniamo identificati e che, purtroppo, è l’esempio con cui si formano schiere di giovani che in questa immagine si riconoscono appieno e ne realizzano così la rappresentazione pratica. Se i risultati elettorali sono deludenti, se il sistema ci impedisce di avere voce ed eletti per portare fuori le nostre idee, almeno dobbiamo tentare di essere “diversi”. Un missino del 2010 deve essere una persona inserita nella società in cui vive, essere in grado di proporre e di fare qualcosa nel privato, nel lavoro e, di conseguenza, in politica. Deve attirare attenzione e consenso non repulsione e disprezzo come certe esternazioni portano inevitabilmente. Inoltre, se si vogliono ottenere dei risultati, bisogna assolutamente essere migliori degli altri perché abbiamo meno mezzi e visibilità. Molto dell’armamentario verbale e anche quelle che sembrano delle banalità, si veda a esempio come ci si presenta in pubblico, sono oramai improponibili e dannosi. Alla gente non interessa ragionare di un passato che nemmeno conosce, interessa piuttosto sentire proposte per il futuro fatte da persone credibili e presentabili. Per quanto sopra ritengo quindi indispensabile una ristrutturazione dei temi, del Programma e persino del nostro modo di apparire. Quindi, a conclusione di questa breve analisi, ritengo di dover ribadire che dobbiamo tagliare ogni rapporto e ogni riferimento dal folklore e dalle rappresentazioni di fascisti velleitari e/o da barzelletta che purtroppo a volte sono l’immagine pubblica che il nostro variegato mondo da all’esterno. Di conseguenza nessun rapporto è possibile con i movimenti politici organizzati che di quanto sopra fanno il motivo stesso della loro esistenza. Tornando all’inizio del mio ragionamento ritengo quindi importante fare un appello a tutti quelli che ancora si sentono di appartenere a quella che, per semplificazione, possiamo definire la Destra Politica e Sociale Italiana o che in altri termini si può definire come l’eredità storica dell’M.S.I. Il richiamo è quello di aiutarci a tenere viva una Fiamma Tricolore che, con le sue inadeguatezze e debolezze, è comunque l’unico soggetto titolato a rappresentare e raccogliere chi non si è ancora arreso. Facciamo quindi quadrato attorno a un simbolo e a una idea che non potrà mai essere annullata e che rimarrà per sempre la nostra. Altro discorso è invece quello elettorale perché le leggi in materia, la situazione attuale e la cronica mancanza di mezzi e visibilità ci impongono una riflessione: dobbiamo continuare a proporre il nostro simbolo esponendolo al rischio di non essere presente oppure di non essere in grado di ottenere l’elezione di uno dei nostri? A mio avviso la risposta è no. Secondo me sarà necessario da ora in poi dire chiaramente che noi facciamo politica attiva, interveniamo nel dibattito e, se possibile, presentiamo le nostre idee e i nostri uomini alle elezioni. Allo stesso tempo dobbiamo dire che il simbolo e le eventuali alleanze con cui ci presentiamo saranno decise di volta in volta in base alle contingenze e alle opportunità che meglio ci potranno dare garanzia di risultato e rappresentanza. In pratica: a ogni tornata elettorale sarà necessario decidere prima se e come presentarci. La nostra attenzione dovrà comunque sempre essere massima relativamente alla scelta dei candidati e del programma perché questa sarà la cosa veramente determinante per noi. Avremo così, spero, definitivamente chiuso l’annoso dibattito sulle alleanze a sui risultati che vi saranno solo se per noi sarà ritenuto opportuno partecipare, in alternativa potremo fare quello che oggi ritengo invece la nostra priorità: continuare e divulgare le idee, i valori e l’esperienza della Destra Politica e Sociale Italiana nonché la ragioni di questa nostra scelta. A tutto quanto sopra dobbiamo infine aggiungere le possibilità che vengono da un fatto nuovo e, a mio avviso, di enorme portata ovvero è finalmente nata a Strasburgo il 20 gennaio 2010 “Alleanza dei Movimenti Nazionali Europei”. Oggi sta muovendo i primi passi e ha definito un organigramma che da solo vale per ogni commento: il presidente è Bruno Gollnisch del Front National, il vice-presidente è Nick Griffin del British National Party, il tesoriere è Bela Kovacs di Jobbik e il segretario generale è chi scrive in rappresentanza della Fiamma Tricolore. In Europa sta quindi nascendo un fronte di patrioti, fieri delle proprie particolarità e decisi nella difesa della comune identità. Questa è la possibilità, forse l’ultima, che resta per opporsi alla globalizzazione e al melting pot che paiono inevitabili. Forse è solo l’ennesima illusione ma pensare che i maggiori Movimenti identitari europei si stiano finalmente unendo a un livello superiore e sovranazionale per rilanciare la sfida ai burocrati di Bruxelles e ai potentati economici è una opportunità che non possiamo farci sfuggire e che ci vedrà protagonisti a breve di importanti iniziative comuni. Concludendo, almeno per quanto riguarda me, non intendo assolutamente rinunciare alla sfida e posso andare in una sola direzione: verso il futuro. Valerio Cignetti Segretario Regionale Fiamma Tricolore Piemonte – nella foto: Bela Kovacs and Gabor Vona.

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