Leggi liberticide

Leggi liberticide Per antonomasia, in una “certa destra” italiana, si e’ spesso evocato lo spettro repressivo dello “Stato democratico” nei confronti dei “militanti” di partito, cosi come degli “antagonisti” e di ogni altra forma di oltranzismo, da quello parasindacale a quello campanilistico e ovviamente, a corona ideale contemporanea, a quello da stadio. Ogni Stato, ogni establishment, esercita da sempre vigilanza e repressione nei confronti di qualsiasi fattore perturbante lo status quo. Noi abbiamo sempre sostenuto di aspirare all’ordine sociale. Se questo e vero, se lo consideriamo un caposaldo della SOCIETA’ cui aspiriamo e per la quale ci battiamo, se rappresenta per noi un valore essenziale del nostro progetto politico, dobbiamo con attenzione valutare effetti di qualsiasi turbativa all’ordine sociale e l’opportunità/giustezza delle necessarie misure per garantirlo. Abbiamo più volte sostenuto, ad esempio, la necessita’ di una identificazione certa dei cittadini di ciascuno Stato; abbiamo più volte sottolineato l’inderogabile necessita di “identificare, onde contrastare ogni clandestinità”; siamo sempre stati per la “identita’ certa”. Lo Stato italiano spende da anni denaro pubblico per garantire l’ordine sociale in tutte le occasioni direttamente e indirettamente correlate ad avvenimenti sportivi, e questo non basta ad evitare quanto le cronache troppo spesso illustrano. Il calcio, in particolare, muove immense ricchezze ed interessi, non sempre censiti e tassati, a fronte di costi sociali (in termini omnicomprensivi), enormi. Lo Stato deve riequilibrare questo sbilancio. Questa ingiustizia in termini,se vogliamo omettere di citare la civiltà, sociali va corretta, magari proprio con l’identificazione certa di chi partecipa agli eventi sportivi: milioni di galantuomini, sicuro, ma anche poche centinaia di individui che potrebbero non esserlo.. Forse la tessera del tifoso può essere un primo passo, e paragonare questo provvedimento a ben più note leggi liberticide, come ho sentito e letto da più parti in questi giorni, mi sembra una castroneria, e colgo l’occasione per esprimere solidarietà e apprezzamento al ministro Maroni. Ancora: “una certa area” si preoccupa da anni di “leggi liberticide” (dalle norme transitorie costituzionali, alla legge Mancino) e paradossalmente se ne frega altamente delle vere e concrete leggi antiliberta e antidemocratiche: tutte quelle leggi che impongono (con il pretesto falso della necessaria governabilità), sbarramenti alle rappresentanze civili e partitiche ad ogni livello di competizione elettorale. Il “mondo nostro” avrebbe dovuto da sempre opporsi prima di tutto a queste leggi, veramente liberticide e demotivanti la partecipazione popolare e civile alla vita politica della Nazione. Se oggi, in risposta alle parole del Segretario di Rifondazione Paolo Ferrero che preconizza una “Santa alleanza” elettorale contro Berlusconi, mi sento di chiedere ai militanti della Fiamma di organizzarsi per partecipare alle elezioni in coalizione con tutte le forze politiche che non vogliono rivedere la sinistra al governo d’Italia, e’ anche frutto delle “leggi elettorali liberticide” di cui discutiamo. L’attuale costituzione non va. Il sistema non funziona. La nostra ricetta era ed e’ una nuova costituzione: senza eleggere un’assemblea costituente (con proporzionalità pura e senza sbarramenti), non si avrà mai una legge elettorale equa e rappresentativa e soprattutto un riequilibrio di competenze e poteri istituzionali. Di questo ha bisogno urgente la nostra Italia. Luca Romagnoli Segretario Nazionale Movimento Sociale Fiamma Tricolore-Destra Sociale.