Lettera aperta di Piero Puschiavo

MOVIMENTO SOCIALE FIAMMA TRICOLORE

LETTERA APERTA DI PIERO PUSCHIAVO

DOPO IL V CONGRESSO NAZIONALE

Vicenza, 10 dicembre 2009.

L’esito del V Congresso Nazionale della Fiamma Tricolore mi trova, nel complesso, discretamente soddisfatto sia in merito alla sua conclusione sia per quanto riguarda lo svolgimento dell’evento stesso. La mia mozione “Ritornare Avanti”, benché bocciata nell’iter pre-congressuale, è stata comunque oggetto costante di attenzioni e discussione, di dibattito e di confronto, a dimostrazione di un innegabile interesse verso le problematiche su cui poneva l’accento e quindi contributo fattivo ai lavori del Congresso (così come riconosciuta dallo stesso Collegio di Presidenza). Ne è conseguita una legittimazione in termini percentuali di rappresentanza in seno agli organi del Comitato Centrale e della Segreteria Nazionale. Un atto, credo, di sensibilità e giustizia verso quella quota di dirigenza e base militante che l’ha sostenuta. Un atto che correttamente riporta la questione sul piano meramente politico, deludendo inevitabilmente chi intravedeva nella questione unicamente uno scontro personale tra il sottoscritto e il Segretario Nazionale, Luca Romagnoli, sfociante giocoforza in spaccature, scissioni o quant’altro. Così non era e così non è, come ho avuto modo di precisare in più occasioni e in diversi ambiti. Al di là della discussione sulla scelta delle future tattiche elettorali, questione che lascio volentieri al Segretario Nazionale e che sarebbe stupido ritenere foriera di “alti tradimenti” ideologici, (soprattutto se si parla in ambito locale) ciò che maggiormente interessa è che il Congresso ha sancito l’attenzione sulla linea politica del partito, passaggio ineludibile per un futuro di crescita del partito. Con questo risultato la Fiamma Tricolore dimostra che al proprio interno, nonostante l’acceso e, aggiungo, giusto e doveroso dibattito, prevale il senso di responsabilità. La grande partecipazione, il vitalismo e l’interesse espresso dalla componente “movimentista”, magari meno avvezza (e più insofferente) ai burocratismi che regolano alcuni passaggi della vita di partito, ha rappresentato il valore aggiunto della due giorni romana. Una componente militante, animata da grandi aspettative e nobili motivazioni; una base militante che costituisce un patrimonio invidiabile ed irrinunciabile per la Fiamma Tricolore e verso la quale, in tutte le sue componenti, esprimo tutto il mio pubblico ringraziamento, per lo spirito di sacrificio ed il senso di disciplina dimostrati. Voi siete l’autentica anima del partito! I grandi progetti hanno spesso bisogno di percorsi tortuosi e sofferti, il “tutto e subito” porta quasi sempre al nulla. Occorre una classe dirigente che sappia cogliere gli aspetti della politica istituzionale in tutte le loro sfaccettature, lucida, decisa, incisiva nel tessuto sociale, che non si perda in eccessive astrazioni, filosofeggiamenti o autoconsolatorie utopie. Bisogna guardare la realtà negli occhi cercando di indirizzarla (e magari plasmarla) secondo i sempre attuali insegnamenti del nostro impareggiabile bagaglio storico-culturale. Ecco perché invito tutti i fiammisti a rimanere compatti in un momento dove masturbazioni mentali su “rivoluzioni di piazza” o “scelte senza ritorno” rappresentano situazioni oggi inattuali, tra l’altro incomprensibili al popolo. È una scelta difficile; non è la ricerca della bella morte, non è più il contesto in cui si dispiegò l’epica della R.S.I. o la lotta armata degli Anni ’70. I tempi impongono altre strategie, che parlano non solo, ma anche, di elezioni, democrazia partecipativa, di comunicazione, di cittadinanza e res publica, di identità, di territorio e altro ancora. Chi crede che la politica sia un ufficio di collocamento o una scorciatoia per chi non ha voglia di lavorare, può benissimo scegliere di accasarsi altrove. A chi invece ritiene coerente e giusto confermare la fiducia alla mia persona, non posso che promettere il costante impegno a rappresentarlo con orgoglio e il più dignitosamente possibile, anche attraverso le indicazioni e le azioni politiche future. È poi mia precisa intenzione coadiuvare la Segretaria Nazionale nello strutturare sul territorio il nostro partito in maniera sempre più capillare, consapevole del fatto che solo un’organizzazione sistematica e operativa può garantire risultati degni della nostra Storia e dei nostri Ideali. Mi preme infine esprimere il mio personale riconoscimento per il lavoro paziente e a volte oscuro svolto dal Segretario Nazionale (efficacemente affiancato da Valerio Cignetti) nell’ottica di una convergenza tra le forze politiche nazionali e popolari europee, come testimoniato dalla numerosa e qualificata presenza di delegati esteri all’apertura dei lavori, per un futuro continentale identitario, sociale e sovranista. Sempre sul pezzo e fedele alle consegne!