LIBIA – Un piede che va a sinistra e l’altro che va a destra

Un piede che va a sinistra e l’altro che va a destra

“Tripoli Bel suol d’amore, ti giunga dolce la nostra canzon… sventoli il Tricolore, sulle tue torri al rombo del cannon…” Ha quasi un secolo la canzone, ma del “benigno vento” di allora la nostra corazzata non naviga più. Infatti numerosi sono i dubbi, le domande sulla spinosissima questione della “quarta sponda”. Intanto il cannone di chi è ? Non è quello italiano e non potrebbe esserlo per diverse ragioni. L’Italia perde sul piano internazionale non prendendo, al solito, una posizione definita. Si dirà: è difficile abbandonare “il Ghedda” dopo il bacio, dopo le parate dei carabinieri e le tende picchettate nei giardini romani, dopo l’accordato “risarcimento”, dopo che… E poi, le nostre imprese, i loro crediti, i “nostri” investimenti, il petrolio?. E gli emigranti, i fuggiaschi? D’altro canto si può dire: e se vince la coalizione atlantica (più atlantica della stessa Nato), sostenendo i “partigiani libici” e attuando (meglio dire “interpretando” a suo uso e consumo, come al solito), il mandato ONU ? Che ne sarà degli “interessi nazionali”? Già i nostri interessi (veri e solidissimi), sono sotto le scarpe (degli inglesi e persino dei francesi), come sotto le scarpe è la faccia d’Italia. Perdiamo la faccia e non solo. Per quanto difficile sia, l’Italia aveva interesse (non dico il dovere) di fare una scelta d’avanguardia e di primato geopolitico sul mare nostrum, immediatamente. Ancora una volta ci si interroga su ruolo o capacità dei nostri servizi d’informazione oppure sulla capacità di chi decide di interpretare a dovere le informazioni, ancor prima di “prendere una strada”. Purtroppo invece che una strada, al bivio, come da troppi decenni siamo abituati a vedere, un piede va a sinistra e l’altro va a destra. Invece una strada va presa e ora, la più percorribile appare quella indicata dalla Germania dalla Russia e purtroppo dalla Lega: sperando, sempre sperando, che il cane atlantico mollli l’osso e il vincitore indigeno, chiunque sia, abbia ancora, non certo voglia, ma perlomeno interesse a continuare a fare affari con l’Italietta. Ops, scusate, “l’Italietta” era quella giolittiana!

Luca Romagnoli

Video canzone.