LONIGO (VI) – ORDINARIA (IN)GIUSTIZIA

Al giorno d’oggi è oramai noto ad ogni occhio critico che la maggior parte dei nostri istituti e nozioni giuridiche provengono dall’antico diritto romano. Poco più di un millennio è durata la storia di Roma, durante la quale le maggiori menti della civitas si spesero per elaborare scritti giurisprudenziali dall’alto spessore qualitativo i quali contenuti, oltretutto, ancora oggi più taglienti che mai e spesso anche oggetto delle sentenze della Corte di Cassazione. L’istituto del quale vorrei richiamare l’attenzione è quello della “Sacertà”. Nell’antica Roma, si viveva con la convinzione che la pace sociale fosse un obiettivo fondamentale da mantenere ad ogni costo. Ogni crimine di natura sanguinaria e violenta come ad esempio il patricidio (sembra fosse il caso più frequente) andava a infrangere questa pace sociale detta “Pax Deorum” (pace degli dei) e i giureconsulti condannavano l’assassino alla condizione di “sacertà” ovvero alla non rilevanza giuridica. A questo punto il condannato dalla civitas, passa va di proprietà delle divinità, nella quale condizione nessuna ingerenza esterna poteva essere denunciata. L’homo sacer, infatti, essendo di proprietà divina, nel caso venisse rapito, alienato o anche ucciso, non poteva pretendere di far valere i propri diritti perché ogni danno da lui subito veniva attribuito alla divina volontà. Ebbene, dopo duemila anni, anche se in maniera del tutto informale e strumentale a una certa area politica, questo istituto sembra non essere scomparso. Esempi ne troviamo a non finire, a partire dalle decine di migliaia di caduti per crimini partigiani dopo il 25 aprile 1945, al genocidio delle foibe, alle decine di ragazzi missini (e non) uccisi negli anni ‘70/’80. Tutti delitti, questi, aberranti e ingiustificati che non hanno mai avuto giustizia (emblematica la frase divenuta famosa durante i cosiddetti anni di piombo: “uccidere un fascista non è reato”). Non ultimo l’accoltellamento subito da un militante di Fiamma Tricolore nel dicembre 2007. Fatti criminosi, questi, che come all’incirca accadeva dopo una condanna alla sacertà, non hanno dato corso a indagini accurate con conseguenti condanne ai responsabili. Sembra in virtù, quindi, di questo istituto giuridico che il sacrosanto antifascismo portatore di corruzione, mafia, massoneria, criminalità, consumismo, egoismo (…. e tanto altro ancora) quotidianamente rende l’area politica di destra radicale vittima di attentati dinamitardi, aggressioni, persecuzioni giudiziarie (spesso decennali emblematico il caso del prof. Signorelli). In un paese dove per difendere lo straniero che delinque o per aiutare il mafioso “ingiustamente” perseguito si fa ricorso a ogni cavillo di giuridico, noi a gran voce gridiamo vergogna! Vergogna a tutti i benpensanti giustizialisti che nascosti dietro a un muro di formalità sono sempre pronti a distruggere le vite di coloro che della giustizia, quella vera (la pax deorum), hanno fatto una bandiera.

(Gabriele Tasso – Sez. Valchiampo – MS-Fiamma Tricolore)