Lucania: Il futuro è nell’idroelettrico

Bisogna sempre arrivare allo stremo delle risorse perché le cose  possono cominciare a cambiare e  migliorare.

Tipico caso di intervento dovuto alla disperazione è quello della attivazione, recente, della centrale idroelettrica  della diga materana  San Giuliano, in territorio di Miglionico, costruita ma ferma da decenni.

Non possiamo, comunque, che rallegrarci ed apprendere con soddisfazione ogni azione che tende a migliorare il quadro delle cose.

 La Lucania è risaputo da tutti che è la regione del Sud Italia con la maggiore portata di acqua dolce .

Abbondanza questa che ha creato una agricoltura lucana eccellente, sia pure in grave sofferenza,  ma anche acqua utilizzata per uso industriale e potabile, per Lucania e Puglia, nonché parte di essa che deve servire, speriamo in un futuro prossimo, ad alimentare i cinque corsi d’acqua che sfociano sulle coste  ioniche lucane,  per eliminare gli attuali problemi di arretramento delle spiagge con tutte le negative conseguenze, in termini di danno ambientale e costo per il ripascimento delle stesse spiagge (e non si dica che quella che arriva al mare è acqua perduta e sottratta agli altri usi, perché affermare una cosa del genere è parlare di analfabetismo agronomico-ambientale).

Considerato che oltre alla diga di San Giuliano, la regione vede la presenza di altri bacini idrici artificiali quali quelli di Monte Cotugno, in territorio di Senise, il più grande d’Europa, e del Pertusillo, nella Val d’Agri, (oltre ad altre di minore capienza) ancora più grandi della prima e dunque con potenzialità ancora maggiori rispetto a quella materana, con la installazione di altre centrale idroelettriche vi sarebbe ulteriore energia per i Consorzi di Bonifica, del Centro-Sud, ed Eipli, ma soprattutto per le popolazioni ed imprenditori agricoli e zootecnici, con risparmi sulla bolletta energetica non da poco.

Si spera adesso che con il bando dell’ex Agensud, dobbiamo dire finalmente, si vada verso la costruzione di nuove centrali proprio a ridosso dei bacini idrici maggiori.

La somma prevista nello stesso bando, euro 20 milioni, sia pure con ulteriore intervento finanziario dei privati, però, è decisamente modesta per la costruzione anche di centrali sui fiumi Sinni ed Agri, che richiederanno, invece, molte decine di milioni di euro in più.

E se la somma iscritta nel bando dovesse essere insufficiente, intervenga la Regione con fondi propri.

Ma la strada è tracciata

Bisogna assolutamente proseguire su questa percorso.

Invece,  è imperdonabile peccato non aver fatto ciò negli anni passati, seguendo, purtroppo, il più classico ed italico difetto che è quello di privilegiare, soprattutto con le risorse comunitarie, corsi di formazione il più delle volte inutili, per assicurarsi  potere e clientela.

Vedremo se la prossima classe dirigente regionale lucana, che uscirà dalle urne del 17 e 18 novembre prossimo, cambierà tale malefica condotta.

28/07/2013

 Leonardo Rocco Tauro
Assessore comunale -AgricolturaMontalbano Jonico
Segreteria Nazionale – Fiamma  Tricolore