LUCANIA – Per una nuova etica politica

Per la prima volta, da quando sono nate le regioni, lontana quanto sciagurata scelta del 1970, la Regione Basilicata interrompe la propria legislatura, con due anni di anticipo, per motivi che di politico hanno ben poco.
De Filippo si è dimesso perché si è trovato di fronte a 40 indagati, consiglieri regionali o ex, di cui due assessori ed il capogruppo del Pdl, agli arresti domiciliari.
E’ i motivi sono condensati nelle accuse mosse loro dal magistrato che ha condotto le indagini, quando parla di un “diffuso sistema di illegalità”.
In poche parole, questi nostri rappresentanti sono accusati di aver fatto un uso di pezze giustificative  non veritiere, ovvero che hanno acquistato beni i servizi non consono al loro ruolo di consigliere regionale.
E’ scoppiata Rimborsopoli.
Ne sono stati coinvolti consiglieri regionali di quasi partiti, dal centrosinistra al centrodestra.
Tutti insieme a spendere allegramente.
Tanto poi potevano farsi rimborsare di tutto (viaggi, sigarette, gelati, macchina a  noleggio, provoloni, camere d’albergo matrimoniali, senza moglie, e centinaia di altre mercanzie servizi di tutti i generi).
E’ questo solamente negli anni 2010 e 2011.
Adesso che la magistratura controllerà anche i rimborsi ai gruppi consiliari, gli indagati  potrebbero anche aumentare, e con accuse ben più gravi.
Non è piacevole sparare sulla crocerossa, né fare il giustizialista prima dei giudici.
Quello che adesso conta è il piano prettamente etico.
Cioè un qualcosa che non andava fatto, al di là dei risvolti puramente penali e giudiziari.
Cioè dopo che uno percepisce l’indennità da consigliere, rimborsi per raggiungere la propria sede  di residenza, ed altri benefit, dopo tutto questo, bisogna fermarsi e sapere che dietro questi soldi, che così allegramente ed anche irresponsabilmente si consumano, ci sono le tasse che pagano i cittadini.
Che fanno sacrifici, che si privano di tutto o di molto, anche delle medicine per curarsi, per essere fedeli e leali  cittadini dello Stato, pagando sino in fondo balzelli e tributi.
Oppure milioni di anziani che ricevono pensioni basse, perché parte dei soldi pubblici vanno a finire nelle terre oscure di una certa politica.
Ecco quel che ne viene fuori e che fa rabbia, e che nemmeno in questo frangente, drammatico sul piano finanziario, si tiene conto di dover essere parsimonioso, di risparmiare anche  un solo foglio di carta.
Ecco di fronte a tutto questo miserrimo spettacolo, il governatore di Sant’Arcangelo ha dato le dimissioni di capo del popolo lucano.
Non aveva altra scelta, se voleva  almeno salvare la propria faccia sul piano umano.
Sul piano politico invece, il giudizio che si può dare  è ancora più terribile.
Perché se con Rimborsopoli si sono evaporati alcune centinaia di migliaia di euro, e che pare comunque che parte di questi rientreranno nelle casse pubbliche, il risultato politico di questi otto anni di era defilippiana, ovvero il connubio tra parte di ex comunisti e parte di ex democristiani, è tragicamente fallito, e la perdita dovuta al mal governare ha portato miseria e devastazioni, che sono costati non qualche centinaia di migliaia di euro, ma cifre migliaia di volte superiori.
Perché il mancato sviluppo di una regione, le spese fatte senza criterio ma solamente per motivi clientelari, la chiusura di centinaia di imprese, con lavoratori che finiscono in mezzo alla strada, sono costi sociali immensi.
E questa l’accusa più dura che si possa fare alla classe dirigente lucana uscente, che in modo  inglorioso e senza appello conclude la propria gestione della cosa pubblica.
E di fronte a tutto questo quadro, il centrodestra lucano cosa ti combina ?
Invece di preparare l’assalto decisivo, con la  vittoria a portata di mano, su un vassoio d’oro, deve prendere atto, invece, che anche i suoi uomini, sia pure con una dimensione molto più ridotta rispetto ai politici di centrosinistra, si lasciano prendere con le mani nella marmellata.
Errore, questo, dirompente.
Perché nel giudizio dei cittadini lucani, anche il centrodestra  è uguale al centrosinistra.
Finendo di essere equiparato ad esso, sia pure in modo non del tutto corretto.
Ad ottobre si andrà al voto per eleggere un nuovo governatore della regione, con altri 20 nuovi consiglieri regionali : una riduzione questa del tutto sbagliata, perché il costo della politica non è nel numero dei rappresentanti del popolo, ma nel fatto che costano troppo.
Ed infatti sarebbe bastato dimezzare gli stipendi e togliere tutte le altre indennità, e avere un numero proporzionato di consiglieri regionali, tali da poter rappresentare tutti gli elettori.
Ma al di là della legge elettorale, ormai in vigore (ma che deve essere rivista), credo che tutta la destra, al di quà del PdL, debba compattarsi, e con un solo suo candidato alla presidenza.
Che deve essere una  alternativa non solamente politica, ma soprattutto etica.
La destra seria e rigorosa, sociale quanto rispettosa dei soldi pubblici.
La destra delle persone perbene  e solidariste.
Guardiani del corretto funzionamento della macchina amministrativa.
La destra feroce nemica del clientelismo, che ama la propria terra ed il proprio popolo, e non li tradisce.
La destra dell’ultima speranza e dell’unica certezza. Motto degli anni ottanta molto caro a milioni di uomini di destra.

01/05/2013
Leonardo Rocco Tauro