Ma cosi la politica muore

MA COSI’ LA POLITICA MUORE

Dobbiamo prendere atto per l’ennesima volta che in Italia non c’è mai il buon senso o il giusto equilibrio delle cose. O si scialacqua senza limiti oppure si tenta di far pagare ogni crisi e difficoltà della nazione alle note classi sociali (che poi non è difficile individuare, perché si tratta di volti noi : pensionati, operai, impiegati, piccoli lavoratori autonomi); mai che che si abbia il coraggio di prendere il toro dalle corna. E’ vero, questo implica una certa dose di coraggio e qualche rischio di troppo, che evidentemente le classi dirigenti non vogliono prendersi.

Non si comprende come mai, in una situazione terrificante come quello attuale, che le misure finanziare vengono prese sotto l’onda emotiva, che non possono migliorare il quadro economico, che richiede, viceversa, opera convinta, organica e duratura. Senza raggiungere un accordo né tra le forze politiche di coalizione né infrapartito, per non parlare poi delle variopinte opposizioni parlamentari. Ognuno va per la propria strada. Con idee al limite del bizzarro. Oppure con proposte che durano si e no qualche ora, perché appena poi qualcuno si mette ad urlare viene ritirata. Con la Confindustria che vuole dettare i termini delle finanziarie.

In particolare, la signora Marcegaglia, presidente Confindustria, che anziché fare opera di moralizzazione all’interno della sua associazione, appena sente odore di tasse per i propri affiliati o comunque per quelli che qualche maggiore contributo lo possono dare, scatta immediatamente, chiamando follia l’ipotesi di una contribuzione maggiore per quelli che lo possono e lo devono fare. Ad ogni piè sospinto, si attacca sempre l’istituto delle pensioni, come se la madre di tutti i guai economici e di mancata crescita fossero imputabili a quelli che, comunque lavorando tutta una vita, hanno dato parte del proprio sangue alle casse previdenziali pubbliche.

Da non meno, l’elitario e serafico governatore lombardo Formigoni, dall’accento francese, che ritiene inammissibile che uno possa andare in pensione 58 anni. Ebbene, cosa c’è di strano che uno possa andare a riposo, con quella di anzianità, a quell’età se ha iniziato a lavorare a 18 anni? Il dottor Formigoni che, presumo, vivendo di politica da una vita, in ufficio o nei campi o in fabbrica non c’è mai stato, dice solamente idiozie, senza sapere di dirle. Con il maldestro tentativo di chiudere i piccoli comuni( accorpandoli, che poi è la stessa cosa, o riducendo il numero dei rappresentanti popolari ), imputando a questi il debito pubblico nostrano che oggi assomma a più 1.900 miliardi di euro.

Quando in realtà ci sono moltissimi condottieri comunali in tutta l’Italia che nemmeno percepiscono la indennità oppure la devolvono per situazioni private di disagio sociale o pubbliche, come atto disinteressato di generosità nei confronti della propria comunità. Poi, ancora, il tentativo della abolizione dell’Ente Provincia. Immemori, i sostenitori di tale visione, che il debito pubblico è diventato spaventosamente grande dalla nascita, nel 1970, delle Regioni, con forte contrarietà del solo Movimento Sociale italiano di Giorgio Almirante, che ne aveva già intuito la pericolosità clientelare.

Spiace vedere, anche, che molti che sono stati o che hanno vissuto una vita da missino si sono dimenticati della battaglia del 70, ed anziché pretendere la chiusura delle regioni, se la prendono con le provincie, ente storicamente più efficiente della stessa famelica, ingorda, clientelare ed inefficiente regione ( la Regione Basilicata in questi campi è la maestra suprema). Dimenticando, inoltre, che la partecipazione alla vita sociale ed amministrativa, nelle 8100 comunità locali, di validi e capaci cittadini, di qualsiasi appartenenza politica, è a rischio, in quanto, con la riduzione dei consiglieri da eleggere, molti impegnarsi nell’azione amministrativa locale, riducendo di fatto il contributo di esperienza e moralità dei più virtuosi.

E’ forse questo che si vuole? I poteri forti economici e finanziari vedono da sempre la politica fatta seriamente come una zavorra e intralcio per i propri affari. Arriveremo al giorno in cui avremo solamente un manager comunale senza sindaco, giunta e consiglio comunale ? Il governo e i politici e amministratori seri ed avveduti hanno tutti i mezzi per governare, decidere, legiferare edamministrare senza farsi schiavizzare dalle lobbies, che fanno il bello e cattivo tempo nei palazzi del potere. Cacciandoli e difendendo i veri interessi del popolo italiano, riconquistando a sua volta credibilità, eliminandosi i tantissimi ed ingiustificati ed offensivi, per i cittadini, benefit, per tornare al solo gettone di presenza come nell’era del “male assoluto”. Certamente, capisco, questo è chiedere troppo ma una buona sforbiciata sarebbe possibile,auspicabile e salutare per tutti.

15/09/2011

Leonardo Rocco Tauro mautau@tiscali.it

Presidente Comitato Centrale Fiamma Tricolore