MILANO – 4 marzo 2012 Presidio della Fiamma Tricolore in Piazza San Carlo

UNA MAGGIORANZA RACCAPRICIANTE PER UN GOVERNO INQUIETANTE

Opposizione intransigente al Governo Monti.

Questo dobbiamo e vogliamo.

Un’opposizione che per essere tale non va semplicemente urlata per le strade (o in TV, chi può).

Con chi sostiene questo Governo, peggio con chi dimostra accondiscendenza con un “Governatore da banche”, per giunta nutrito dell’arroganza tipica del “teorico del turboliberismo”, non si può temporeggiare.

Ci si oppone, anche con i forconi.

Con la bestia turboliberista, che appariva un po’ chetata dalla crisi del capitalismo che attanaglia il “mondo” da quasi cinque anni, non possono esserci compromessi. E non può esserci tolleranza.

Che tolleranza si può avere con uno sfrontato che ha la faccia di sostenere la bellezza della precarietà contro la noia dell’impiego fisso?! Che tolleranza e responsabilità (perché chi proclama il sostegno è lui sì, veramente irresponsabile!) si può avere nei confronti di questo Governo e tanto più nei confronti di chi lo sostiene, tanto più nella lugubre prospettiva del EMS.

Tolleranza zero.

Quindi zero compromissione, anche elettorale.

Fuori da ogni maggioranza, anche d’amministrazione locale, si deve stare fuori se si vuole dire no a questo Governo e no a questa maggioranza.

Il PDL se la cavi da solo e noi faremo da soli. Tenteremo da soli già alle prossime amministrative.

E chi è serio rinunci ai suoi assessori e a stare con quei governi “locali del centrodestra”, che sono comunque “figli” ed espressioni di “parte” dell’attuale, impresentabile, maggioranza che sostiene il Governo.

Facile dire “siamo contro questo Governo” e lo manifestiamo, e sfiliamo.

Bene, per manifestarlo con credibilità, “si molli” ogni compromissione, anche locale con il PDL, anche nelle Regioni, anche nel Lazio, e si cerchi, già da queste amministrative, una partecipazione diversa, dignitosamente soli o con forze che comunque si oppongono a PD, PDL, Terzo Polo.

Altrimenti accettiamo di essere complici del tristo destino che essi ammanniscono alla nostra Nazione e, oltre, a tutta l’Europa dell’UE.

Insieme (sinistri e centristi) vogliono incatenare gli Europei, quegli Europei che soggiaceranno silenti ai loro governi, all’orribile nuovo “patto di stabilità”. Insieme, dunque, comunisti e cento-liberisti, continuano indefessi (non fessi, altrimenti dovremmo riconoscergli almeno la buona fede), a sgretolare la società italiana ed europea (quella che purtroppo non si è sottratta all’Euro, al trattato di Lisbona e ora al nuovo patto di stabilità).

Il vero problema è che quando non c’è più chi è in grado di consumare beni e servizi l’unica ricchezza che resiste – visto che anche ogni industria e ogni capitale costruito sul lavoro, viene meno -, è il capitale, spesso oggi di carte e di bit, nuovo l’oro custodito nei forzieri. Oro pubblico non c’è, o almeno non sufficiente e convertibile.

C’è una moneta unica il cui valore è ipotetico e soprattutto sperequato: per alcuni pari al potere d’acquisto, per altri (Grecia, ma anche Spagna, Italia e Portogallo), di valore metà rispetto al potere d’acquisto. Vale sempre la stessa regola: per il tedesco il caffè costa 80 centesimi di euro come prima costava 80 centesimi di marco, per l’italiano il caffe ora costa 1600 lire (80 centesimi d’euro), mentre il suo stipendio da 1.750.000 lire oggi vale circa 900 euro: 4 caffè al giorno, in un mese fanno quasi il 10% dello stipendio!

Perché rimaniamo nel sistema? Perché siamo ancora in questa “unione”?

Questi sono temi da opposizione, se si ha il coraggio di sostenerlo.

Altrimenti chiacchiere alla faccia di chi sfila per un’altra Italia, un’altra Europa.

Luca Romagnoli