MONTALBANO JONICO (MT) – Non regaliamo gli studenti ad altri

Non regaliamo gli studenti ad altri ! Spesse volte ci sfuggono,
o non sappiamo coglierli adeguatamente, fatti ed accadimenti di portata
storica. Vuoi per nostra colpa, vuoi per incapacità di saper leggere
al meglio gli avvenimenti quotidiani. Parlo ovviamente dell'intera galassia
della destra, da quella più radicale a quella più istituzionale.
Questa volta trattiamo dei giovani studenti, di scuola media superiore
ed universitari, che stanno denunciando le cose che non vanno nella scuola.
Ma soprattutto della nostra società, che li giudica, a volte,
come tutti vacanzieri o, peggio, guerra fondai, solamente perché una
ridottissima frange di essi, partecipa per fare un giorno di festa e 
menar le mani, o altro ancora. La stragrande maggioranza, invece, va
in piazza, con cortei e slogan, ed anche con occupazione degli edifici,
per gridare il proprio disagio, le preoccupazioni del momento,
ma soprattutto quello del loro futuro.
E se già di per se, il futuro in altri momenti era indecifrabile,
oggi appare tutto più scuro, tutto più nero. 
Le avvisaglie di una disperazione che li costringe a contestare i
governanti, vanno da noi interpretate con la dovuta lucidità.
Per un fatto di giustizia, di intelligenza, ma anche per non fare gli errori
che, purtroppo, furono fatti nel passato.
Quando valeva l'equazione : ragazzi che protestano = comunisti.
Niente di grossolanamente più sbagliato. 
Oggi questi ragazzi che sanno già in partenza che il loro futuro è fatto
di miseria e frustrazione, non hanno, forse, ragione da vendere nello 
scendere per le strade? 
Per gridare con tutta la loro forza che non ci stanno a vedere la scuola
priva di una rotta certa.
La scuola Gentile era uno dei fiori all'occhiello della nostra nazione.
Ed invece negli ultimi quarant'anni è stata letteralmente distrutta. 
Non prepara come dovrebbe.
Non forma come deve essere.
Dunque né preparazione, né formazione umana.
E quando si formulano paragoni tra giovani studenti europei,
i nostri ragazzi il più delle volte vengono superati dai loro coetanei, 
che vivono in nazioni più piccole e con un reddito pro-capite
inferiore al nostro. 
Dunque non si tratta soltanto di mezzi finanziari e o strutture che
mancano, ma semplicemente per il fatto è che la scuola proprio che non tiene.
Pur con il lodevole e apprezzato interesse di tanti docenti, 
che ci mettono l'anima per prepararli nella professione e nella vita.
Tutti gli indicatori sono al ribasso, o al rialzo quelli già di per sé negativi. 
Cosi chè vediamo aumentare l'inflazione, la disoccupazione, giovanile
e non, aumentare il numero di quelli che non possono pagare i mutui
e che sono costretti a cedere alla stessa banca finanziatrice la propria
abitazione, lo spread, ridursi gli interventi statali, ridursi i trasferimenti
agli enti locali, ridursi i prestiti alle aziende, la qualità dei servizi decadono, 
la criminalità aumenta, aumento indiscriminato dei furti fuori e dentro
le proprie case. 
Ecco, di fronte a questo scenario come può un giovane aver e speranza 
del domani, come non può non protestare, mentre assiste a sistemi politici 
che dalla democrazia abusata passano alla tecno-finanza, 
che tutto succhia mettendo in ginocchio popoli e nazioni. 
Intelligentemente dovremo stare con loro, isolando i pochi e prezzolati
teppistelli, fare della loro battaglia la nostra . 
Ed a loro offrire le nostre idee ed il nostro patrimonio della concezione
della vita, della società. L'amore e l'orgoglio delle nostre cose 
e della nostra sovranità e per sceglierci da soli il nostro, e soprattutto, 
loro futuro. 
Evitiamo di sbagliare ancora una volta. 

02/12/2012 Leonardo Rocco Tauro
 mautau@tiscali.it