(addenda
al pensiero di Emilio Giuliana a proposito di come la pensano militanti della
Lega, Casapound e PDL sull'omosessualità)
Caro
Emilio
condivido
pressocchè tutto quanto scrivi. Non mi interessa conculcare la libertà
individuale e gli "usi e costumi" di chicchessia; non mi interessa
entrare nel merito della loro morale, di cui rispondono a Domine Dio e,
vagamente, anche a chi con loro si accompagna. Mi interessa precisare che non
gradisco esibizionismi, mitomania della diversità, esternazioni di comportamenti
che non sono necessari oltre che semplicemente naturali. Seppure si volesse
essere assolutamente laici, a nessuno può sfuggire il semplice fatto che
in natura la procreazione omosessuale è impossibile; pertanto dire che
comportamenti di tale fatta "sono naturali e nulla devia dalla norma"
e quindi pretendere di
"accettarne" la pubblica ostentazione e magari incoraggiare il
"diritto omosessuale" alla paternità/maternità (legale, assistita o
quantaltro essa sia), significa sostenere un'assurdità e potenzialmente negare
ad un essere naturalmente eterosessuale (la stragrande maggioranza), uno
sviluppo psicofisico, appunto naturale.
Si
può accettare che il mondo sia fatto anche da non credenti, anche da amorali, ma non si può
accettare che questi impongano agli altri, oltre che l'ateismo, l’accettazione
di "usi e costumi" contro natura. Rivendichiamo la nostra libertà di
scelta: liberi di non frequentare, non affittare casa, non avere tra gli
insegnanti dei nostri figli, non guardare spettacoli, programmi televisivi o
altro che sia di “essenza” o orientamento omosessuale. Di più: voglio essere
libero semplicemente da quanto non condivido. Nessuno è obbligato a leggere
l'opera Omnia mussoliniana, né Il capitale marxiano, né il Vangelo; nessuno è
obbligato a seguire lezioni magistrali o altro da insegnanti di incondiviso
orientamento politico, economico e così via. Nessuno vuole pure essere
obbligato a recepire comportamenti che non gli appartengono e reputa contari
alla propria fede religiosa o più semplicemente alla propria morale. Nessuna
omofobia c’è nella difesa della propria naturale identità; nessuna omofobia c’è
nel non gradire e rigettare esternazioni di "orgogli" che sono e
devono rimanere nel "privato" di una minoranza infeconda (quando la
natura, e non devianza di altro tipo, ne è causa) di individui.
Luca
Romagnoli
Subject:
la Fiamma Tricolore si oppone alle latenze sessuali contro il Creato
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In
seguito al gay pride svoltosi la scorsa settimana a Napoli mi sono pervenute
diverse email nelle quali mi si chiede se la Fiamma Tricolore in merito a
sessualità contro natura condivida le stesse posizioni di Casa Pound, PdL e
Lega Nord. Io, in tutta sincerità non mi sono interessato sulle opinione che i
militanti di Casa Pound, PdL e Lega Nord hanno nei confronti della sodomia e
dei sodomiti, però per certo posso dirvi qual'è il pensiero del sottoscritto e
i militanti tutti della Fiamma Tricolore del Trentino!
Il
padre della psicanalisi Sigmund Freud definiva l'omosessualità una sessualità immatura non sviluppata.
Forse non tutti sanno che Freud era omosessuale dichiarato. Quindi esplicitamente riscontrava in lui un
disturbo perpetuo, quindi una patologia.
La scienza da sempre ha condiviso
"l'analisi" di Freud, ma in un dato momento storico gli scienziati occidentali sotto pressioni
lobbistiche (con chiari intendi), per votazione e non per studi scientifici
hanno derubricato l'omosessualità dal manuale diagnostico della sanità
americana.
Le
organizzazioni gay per zittire chi non è d'accordo con le loro teorie
e
latenze sessuali, ricordano che nel 1973 alcuni scienziati (e non la
scienza)
appartenenti all'APA (associazione psichiatri americana, hanno
derubricato
dal manuale diagnostico dei disturbi mentali
l'omosessualità; sulla scia di questa
decisione, l'OMS (Organizzazione
Mondiale
della Sanità) l'ha cancellata dal suo manuale diagnostico,
l'ICD
(International Classification of Disease),nel 1991. Ma questi
pseudo
scienziati, omettono di dire che questa vicenda non è stata
frutto
di un dibattito scientifico, ma di una operazione ideologica. Nel
1973
l'omosessualità fu derubricata dai manuali statistici per mezzo di
una
votazione per "corrispondenza" (5816 voti a favore 3817 contro). E'
interessante
la posizione di Robert Spitzer, che nel 1973 era presidente
dell'APA.
Egli, in seguito ad una ricerca compiuta nel 2001 e confermata
nel
2003, sull'efficacia della terapia riparativa, afferma di aver
cambiato
idea in merito alla possibilità di cambiamento
dell'orientamento
sessuale. In una dichiarazione rilasciata al "Wall
Street
Journal" il 23 maggio 2001, egli afferma:
