Noi ci battiamo per una Giustizia giusta.

E per una Giustizia…sobria. Ci piace, anche, la sobrietà di chi fa politica e non abbiamo mai gradito il “predica bene razzola male”. Così come ci piace la politica seria e fattiva, il confronto e il dialogo, pur aspro se necessario, ma rispettoso delle regole e delle dignità delle parti, almeno finché il confronto è tra galantuomini. È nostro convincimento che per essere tale l’esercizio della giustizia debba procedere nella libertà di chi indaga (ma attenzione la libertà di chi indaga finisce dove inizia la libertà alla riservatezza, anzi il diritto assoluto alla riservatezza sulle indagini, dell’indagato stesso), nella discrezione e nella sobrietà di chi delle sue indagini non può fare manifesto e, peggio, dilazione ai media, magari contro pubblicità e notorietà, senza evocare strumentalità politica (invero, facilmente sospettabile). Nella giustizia italiana – lo abbiamo sostenuto tante volte ed è saldamente presente nei nostri programmi – , c’è necessità di un’ampia riforma, non solo della separazione delle carriere tra magistratura inquirente e requirente, che per noi, e crediamo per la maggioranza degli italiani, è ormai una tautologia, ma è stringente la necessità che si sia responsabili del proprio agire così come lo sono tutti i cittadini italiano. Il Presidente del Consiglio – dicono gli oppositori e l’associazione “Magistratura democratica” – , vuole sfuggire alle sue responsabilità e non farsi processare; sarà, però nonostante un referendum che già tanti anni fa sancì che anche i giudici sono soggetti alla responsabilità civile del loro operato, di fatti continuano a godere di immunità. I loro errori non li pagano mai: li paghiamo noi; li paga lo Stato italiano. Anche questo è ingiusto, così come non mancano gli esempi d’uso arbitrario, strumentale e leninista della giustizia. È un fatto che nel secondo dopoguerra il PCI spese moltissimo impegno nell’azione scientifica di percolazione in tutte le istituzioni e nell’informazione. Molti giovani comunisti sono divenuti magistrati, insegnanti, giornalisti, funzionari di Stato e di Polizia grazie all’impegno, anche economico, del PCI. In fondo trovo legittimo e strategico, oltre che socialmente rimarchevole, che il PCI abbia dato ai suoi giovani (i più capaci e soprattutto fedeli), queste opportunità e, anzi, trovo disdicevole che altrettanto non abbia fatto (pur sicuramente nella disparità dei mezzi) il MSI di allora. Ma tantè: oggi tra i magistrati vi sono molti comunisti e molti accesi, arroganti e affatto imparziali; e molti che si sentono -loro sì-, unti del Signore. Non tutti però. E dunque, oggi 3 marzo 2011 la Fiamma manifesta per una Giustizia giusta, come sopra definita. Quindi manifesta per il rispetto degli indagati (innocenti o colpevoli che siano) e anche dei giudici, ma di quelli che non sono accecati “dall’odio di classe”, di quelli che il colbacco con stella rossa non lo hanno mai indossato, di quelli che del massimalismo e della persecuzione giudiziaria non si servono per fare politica e quindi non servono la politica ma lo Stato e la Giustizia. Insomma dei giudici onesti: solo quelli, e sono tantissimi, che esercitano super-partes.

Luca Romagnoli – Segretario Nazionale

Rassegna stampa:

C6 Tv

A tutta destra

Corriere romano

L’Unico http://www.lunico.eu/2011030340577/editoriale/ruby-carnevale-in-tribunale-con-mpi-e-fiamma-tricolore.html Virgilio http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2011/3_marzo/03/ruby_manifestazione_davanti_tribunale_roma_contro_pm_milano,28580426.html

Agen Parl

Giornalettismo

(Invito di partecipazione ai mezzi di informazione e ai singoli cittadini Comunicato stampa congiunto-Stefano Tersigni-Fabio Schiuma)

“LIBERTA’ INTERCETTATA,LIBERTA’ VIOLATA”-SIT IN FIAMMA TRICOLORE e MOVIMENTO PER L’ITALIA “Libertà intercettata, libertà violata”, questo è lo slogan del sit-in dimostrativo, indetto per giovedì 3 marzo, dalle ore 11 alle ore 13, dalla Fiamma Tricolore e dal Movimento per l’Italia, che si terrà in piazzale Clodio a Roma, di fronte all’ingresso del Tribunale. La protesta, in forma goliardica e carnevalesca (le donne travestite da Baccassini e gli uomini indosseranno Colbacchi e Toghe Rosse), avrà come scopo quello di ribadire la contrarietà a ogni uso politicizzato e strumentale della giustizia, da parte di una certa magistratura. Ma, più in generale, il sit-in è rivolto alla difesa della libertà personale di ogni cittadino che ha diritto a vedere tutelata la propria privacy. A renderlo noto sono i promotori: Stefano Tersigni, Segretario Romano e Dirigente Nazionale della Fiamma Tricolore – Destra Sociale e Fabio Schiuma Coordinatore Regionale del Movimento Per l’Italia-con Daniela Santanchè. Saranno presenti anche le associazioni Azione Nuova e Riva Destra.