PADOVA – Deserto di iniziative culturali per i giovani

Periodicamente, per non turbare in maniera ossessiva i nostri amministratori occupati a svolgere compiti che spesso solo loro ritengono di vitale importanza per il buon andamento della vita cittadina, ci siamo permessi osservazioni e suggerimenti idonei a prendere in esame la pessima situazione degli spazi musicali e culturali in genere , cercando di dare il nostro modesto contributo alla sempre piu’ evidente ed impellente necessità dei giovani di poter usufruire di strutture adeguate per un riscontro alternativo e di qualità al loro sacrosanto desiderio di aggregazione. Non che ci fossimo illusi di poter ottenere risposte oneste e positive rimarcando la totale assenza ed indifferenza degli assessorati competenti in tale campo. Ma aldilà dell’arroganza con cui questa Giunta si è relazionata con le opposizioni politiche e della sufficienza con cui (non)ha impostato alcun progetto organico che tenesse conto delle problematiche dei nostri ragazzi, speravamo che almeno ora, vicini alla scadenza elettorale di giugno, in un periodo in cui i programmi delle varie liste vengono posti all’attenzione dell’opinione pubblica per ottenerne il consenso, ci fosse quel minimo di volontà e di intelligenza per capire che le esigenze vanno affrontate con coraggio e con una lungimirante e moderna programmazione. Padova è una città che, se escludiamo i raduni selvaggi ed incontrollati dedicati allo spritz, tra l’altro forieri di degrado, di violenze gratuite e di presenze malavitose collegate allo spaccio di sostanze stupefacenti, offre poco o nulla. Mancanza di manifestazioni musicali alternative allo strapotere delle multinazionali dello spettacolo ( e ci riferiamo soprattutto alla totale assenza di un circuito rock o jazz ), l’idoneità strutturale ed acustica per i tanto pubblicizzati Palaindoor e del rinnovato Palasport di San Lazzaro, il fallimento del tanto pontificato Auditorium, la mancata utilizzazione di cinema e teatri che consentano , a prezzi accessibili, rappresentazioni od autogestioni, la scarsa pubblicizzazione ed il conseguente inutilizzo di musei , mostre e biblioteche, la dicono lunga sulla priorità che tali aspetti rivestono nell’ottica di Zanonato e dei suoi collaboratori. Non si può pretendere di fornire soluzioni concrete ad una città che oltre alla gioventù indigena , registra la circolazione di oltre 60.000 studenti universitari , solo consentendo orari elastici ed allargati a bar e pubs, senza approntare risorse economiche che

investano nella cultura e nell’allestimento di impianti idonei . Il contentino dei fuochi artificiali del 15 agosto non basta piu’ ai padovani, che giustamente esigono un maggior e diversificato impegno in un settore che non è meno importante di tanti altri, troppo spesso sopravalutati.

(Antonio Ferro – Segretario Provinciale MS-Fiamma Tricolore – Via Palladio 43 – 35100 Padova – info@fiammapadova.orgwww.fiammapadova.org)