PADOVA – ESTATE 2009: STORIE DI CICALE PRESUNTUOSE E FORMICHE LABORIOSE

Siamo ormai giunti nel bel mezzo della stagione estiva e, come ogni anno, il grosso delle famiglie italiane si prepara ad usufruire, con trepidazione ed impazienza, di quello che è divenuto un rito irrinunciabile, quella manciata di giorni di riposo che dia loro la possibilità di ripristinare le forze fisiche e psicologiche consumate in un duro anno di incessante e stressante lavoro. A dir la verità, detto fra noi, per molti italiani il fatto di concedersi le ferie è diventa un’esigenza modaiola, uno status vivendi indispensabile per atteggiarsi agli occhi degli altri, più che una necessità improrogabile, e sinceramente stupisce come, nonostante tutti o quasi si lamentino per ipotetiche indigenze finanziarie, lanciando strali impietosi contro qualsiasi provvedimento prenda questo o quel governo, questa o quella amministrazione, alla fine nessuno sia comunque disponibile a rinunciare a nulla di quel sovrappiù, certamente non vitale per i nostri primari bisogni esistenziali. Questa sudditanza psicologica verso una discutibile forma di dissoluto relax , anzi, ci impedisce di razionalizzare ed investire le nostre, sempre più esigue risorse, verso traguardi più utili e accessibili che riguardino direttamente la qualità della nostra vita quotidiana, la funzionalità dell’ambiente in cui viviamo, l’accrescimento del nostro livello culturale, la necessità di impegnarsi in progetti comuni che prevedano strumenti per ottimizzare concretamente il nostro futuro. Un’idea di vacanze alternative insomma, magari meno suggestive per chi risente del perenne e incessante bombardamento pubblicitario mediatico, ma sicuramente più utili ed efficaci. E mentre tutti i maggiori istituti di ricerca , anche i più ottimisti, stanno delineando, per il prossimo autunno, scenari da brivido, con una situazione economica che, nonostante gli anestetici , per lo più psicologici, adottati dal governo, rischia di lasciare sul lastrico migliaia di famiglie, con un tasso di disoccupazione vicino al 10 %, gli italiani, noncuranti di ciò, vivono alla giornata, perdendo di vista il buon senso che consiglierebbe prudenza, sacrificio e risparmio, cedendo alle sirene dell’incantatore di Arcore. Non troverete, in queste settimane, una località balneare od un sito montano che non marchi il tutto esaurito, non riuscirete a mangiare in un ristorante se non con una indispensabile prenotazione, avrete non poche difficoltà ad ottenere un confortevole e affidabile pacchetto viaggio, considerando l’assillante richiesta… Questo tipo di Italia, solo apparenza e spreco, solo indifferenza e superbia, con la sua profonda presunzione, tracotanza, alterigia, offende e calpesta quella parte del Paese che con umiltà sopporta ogni genere di difficoltà, senza ipocriti lamenti o subdole meschinità, dandoci quell’esempio di decoro, serietà e dignità che noi siamo fieri di rappresentare e condividere.

(Antonio Ferro MS-Fiamma Tricolore)